Per sua gentile concessione riportiamo l’articolo pubblicato sul periodico del Partito Socialista Europeo (PSOE) “El Socialista”, di Cristina Narbona (nella foto) poco prima delle elezioni europee.
Esponente di quel partito di cui è attualmente Presidente, è attualmente Presidente della Commissione Parlamentare per la Transizione ecologica nonché Presidente del Senato nella precedente legislatura.
G,L,
di Cristina Narbona*
Siamo alla vigilia delle elezioni del parlamento europeo : una delle più importanti per il futuro della UE (e pertanto dei paesi membri) di tutta la storia. E che sarà la prima volta che ci troviamo di fronte al rischio reale di una rinascita del fascismo, grazie all’appoggio della maggioranza dei partiti conservatori di centro, che fino ad ora avevano costituito un “cordone sanitario” nei confronti dell’ultradestra.
Per questo è importante smascherare il “presenzialismo” e la “visibilità” di cui sta beneficiando il Primo Ministro italiano, Giorgia Meloni, anche grazie alla stessa presidente della Commissione europea Ursula Van Der Layen e da parte del leader del PP (Partito Popolare spagnolo) Nuñez Feijo.
Questo per dimostrare quanto sia davvero “moderata” è la signora Meloni e quello che può comportare la sua alleanza con il partito popolare europeo.
Torniamo un attimo indietro per capire ciò che è successo nella politica italiana negli ultimi decenni.
Ho avuto il privilegio di vivere dodici anni a Roma durante l’ultima fase della dittatura franchista.
Allora la società italiana mostrava un grande dinamismo politico, intellettuale, imprenditoriale, sociale… ; allora i “residui” della ideologia fascista e i militanti del MSI erano appena presenti nelle istituzioni, mentre la maggioranza degli italiani sceglieva la democrazia e l’appartenenza alla Comunità europea, alla cui nascita avevano contribuito negli anni 50 con altri 5 Paesi.
Ho vissuto il disprezzo diffuso quando si parlava della Spagna, il cui governo era oggetto di frequenti manifestazioni contro gli ultimi rantoli del franchismo.
Già allora in Italia erano evidenti gravi problemi strutturali: enormi disuguaglianze sociali ed economiche tra nord e sud, potere crescente della mafia nelle istituzioni democratiche, evasione fiscale, burocrazia inutile e propensa a pratiche corruttive…
Problemi che nelle successive decadi hanno accelerato il degrado della politica, anche con Silvio Berlusconi,il magnate populista, che concentrava nelle sue aziende molti dipendenti (e pertanto votanti) e con pochi scrupoli nel violare norme dello stato di diritto.
I successivi governi tecnocraticinon hanno evitato la rapida ascesa dell’estrema destra: Giorgia Meloni, del Partito dei Fratelli d’Italia (erede del MSI, a cui appartenne la stessa Meloni, che continua a ignorare le azioni violente del terrorismo neri degli anni 70) è arrivata al governo e con lei si rafforza l’aspettativa di un cambio radicale del potere nella UE.
Sebbene Meloni moderi il tono dei suoi suoi discorsi, soprattutto quando interviene nelle istanze europee, la realtà è ben diversa. Le sue prime misure hanno ridotto la protezione socialeai disoccupati e alle famiglie tagliando le risorse e introducendo una nuova modalità di aiuto ai più bisognosi, che secondo la Commissione europea può incrementare in maniera significativa il rischio di povertà.
La signora Meloni pretende, con queste misure, di ridurre la disoccupazione: ma in Spagna la disoccupazione e la precarietà sono state ridotte per mezzo della protezione sociale ed il Salario Minimo, mentre in Italia sono cresciuti i contratti a tempo determinato….( dati contraddetti dalle recenti rilevazioni Istat. Ndr).
Altre misure sono andate contro i diritti acquisiti dalledonne: Meloni promuove l’attività di organizzazioni antiabortistenelle cliniche dove si praticano le interruzioni volontarie di gravidanza e proibisce il riconoscimento dei figli di madri lesbiche.
Anche gli immigranti (e le associazioni che li aiutano) sono oggetto di suoi provvedimenti a livello nazionale – promuovendo il trasferimento in centri di internamento ad esempio in Albania- ed anche in ambito europeo, dove il governo italiano ha condizionato negativamente il progetto del Patto per l’Asilo e le Migrazioni.
Ovviamente al Parlamento Europeo il suo partito ha votato con gli altri partiti di estrema destra – e con la maggioranza degli euro deputati del partito popolare – contro le misure contenute nel Patto Verde europeo: quelle relative alla decarbonizzazione dell’economia, la legge per la salvaguardia della natura, ecc.
La signora Meloni avverte sul “pericolo” di promuovere questo Patto, nonostante i danni che già sta causando il cambio climatico nell’agricoltura e nella salute. L’Italia, insieme alla Spagna, è il paese europeo che ha avuto più morti a causa delle ondate di calore l’anno scorso subendo anche gravissime inondazioni e smottamenti.
Pertanto bisogna evitare che la destra centrista , unita ultradestra “moderata” capeggiata da Meloni, raggiunga una maggioranza nel parlamento europeo facendo arretrare le agende sociale e verde, nonché stesso processo europeo di integrazione, così necessario nel contesto geopolitico attraversato sfide globali.
Oggi il socialismo spagnolo ed il governo di Pedro Sanchez costituiscono un punto di riferimento anche per tutti i cittadini progressisti in Italia, in particolare per le donne: domenica votiamo pensando anche a loro, che sentano che stiamo dalla loro parte, in questo sforzo per proteggere insieme la democrazia e la giustizia sociale per le quali hanno combattuto molte generazioni in Italia e i Spagna.
*Primo Vicepresidente del Senato della Spagna
