Ancora una notte di fuoco in Medio Oriente. Le tensioni tra Iran e Stati Uniti per il mancato accordo sulla fine della guerra aumentano, mentre una pace vera sembra sempre più lontana. Il presidente Trump ha annunciato a Fox news il lancio di 49 missili Tomahawk aggiungendo che i jet americano sono entrati nello spazio aereo iraniano.
Il presidente americano aumenta la pressione, sostenendo che se Teheran non firmerà l’accordo tutta la regione verrà bombardata senza pietà. Nella notte, gli Stati Uniti hanno colpito duramente diverse strutture dei Pasdaran e l’area che circonda l’aeroporto Bandar Abbas, vicino lo Stretto di Hormuz. Coinvolte anche Kish, Sirik e Minab. Nelle prime ore di questa mattina invece, numerose esplosioni sono state avvertite in tutto l’Iran e in particolare nelle città vicino Teheran.
La risposta iraniana non si è fatta attendere. Dopo le parole di ieri di Trump, le Guardie Rivoluzionarie hanno chiuso lo Stretto a tutte le navi, comprese le petroliere e le navi commerciali. Il comandante delle forze aerospaziali delle Guardie rivoluzionarie iraniane, Majid Mousavi, ha fatto sapere che l’Iran diventerà un vero e proprio inferno per gli Stati Uniti. Durante la sua rappresaglia, Teheran ha rivendicato 18 attacchi che hanno coinvolto Kuwait, Bahrein e Giordania. Qui, secondo quanto riporta Al Jazeera, è stata colpita la base aerea di Al-Azraq. Le Guardie Rivoluzionarie hanno usato 12 missili balistici contro aerei da combattimento americani distruggendo F-15, F-16 e F-35.
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