Economia e Lavoro

Nucleare: dopo impegno Meloni sprint alla Camera per chiudere entro fine mese

 

La maggioranza accelera sulla legge delega per il nucleare “sostenibile” e “da fusione” in Italia e punta a un primo via libera della Camera entro fine mese. Dopo l’impegno assunto ieri da Giorgia Meloni al premier time — “entro l’estate sarà approvata la legge delega”, ha detto — nelle commissioni Ambiente e Attività produttive di Montecitorio che hanno in esame il provvedimento è scattato lo sprint, con votazioni accorpate e tempi per gli interventi contingentati. Sono circa 500 gli emendamenti presentati dai gruppi, soprattutto di opposizione, e dopo alcune sedute in cui il voto è andato a rilento, i tempi degli interventi sono stati ridotti da cinque a tre minuti per gruppo, più un minuto a titolo personale. Applicato anche una sorta di “canguro”, respingendo in blocco un centinaio di proposte quasi identiche del M5s sul deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. E con sedute fiume, l’obiettivo è chiudere i voti entro martedì per poi andare in Aula il 26 maggio. Il disegno di legge del governo, intitolato “Delega al governo in materia di nucleare sostenibile”, richiama il ruolo dell’atomo come fonte utile a raggiungere “gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050”, rafforzare “la sicurezza e l’indipendenza energetica del Paese” e contenere i costi dell’energia per famiglie e imprese. Prevede che il governo possa adottare entro 24 mesi uno o più decreti legislativi per disciplinare la produzione di energia nucleare sostenibile in Italia. Include anche norme su produzione di idrogeno, smantellamento degli impianti esistenti, gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito e ricerca sulla fusione. Secondo la relazione che accompagna il ddl, i referendum che in passato hanno bocciato il nucleare non rappresentano un ostacolo giuridico perché le nuove tecnologie non sarebbero “comparabili” con quelle abbandonate dall’Italia. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin si è detto convinto che il nuovo nucleare potrebbe arrivare “verso la metà del prossimo decennio”, attorno al 2034. Per Confindustria si tratta di una opportunità da cogliere: il presidente Emanuele Orsini chiede a tutte le forze politiche di sostenere “in modo responsabile” la sperimentazione nucleare. Dalle opposizioni restano forti le critiche. “Il governo sta ignorando consapevolmente il caro energia, i lunghi tempi di realizzazione dei reattori, i rischi e i dubbi emersi dagli esperti nelle numerose audizioni” contesta i deputati M5s. Una lettura respinta dalla maggioranza, che rivendica invece il nucleare di nuova generazione come “pilastro” per sicurezza energetica, competitività industriale e transizione ecologica.

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