Sono almeno sette le persone rimaste vittime di unattacco terroristico a Gerusalemme Est, nel quartiere di Neve Yaakov. L’attentatore, probabilmente un palestinese, è stato eliminato dalla Polizia in un conflitto a fuoco. Secondo il Jerusalem Post avrebbe 21 anni. Anche se non c’è ancora ufficialità, il killer sarebbe stato un residente nel campo profughi di Shuafat e apparterrebbe alle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa. Il capo della polizia di Gerusalemme, parlando con la stampa, ha detto che l’uomo, dopo aver sparato davanti alla sinagoga, è fuggito a bordo di una vettura verso una zona vicina, a prevalenza araba. Raggiunto dagli agenti – secondo la stessa fonte – ha sparato ai poliziotti prima di essere colpito a sua volta. Decine di agenti sono stati dispiegati sul posto. Il servizio di ambulanze ha comunicato che i medici hanno soccorso molte persone colpite e che cinque di loro sono state dichiarate morte sul posto. Fonti della polizia hanno detto che le forze di sicurezza sono a caccia di possibili fiancheggiatori dell’attentatore. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha visitato il luogo della sparatoria e ha dichiarato di aver deciso “un’azione immediata che inizierà questa notte”, senza specificare a quale azione si riferisse. Intanto la polizia israeliana, riferisce la stampa in lingua ebraica, ha arrestato i genitori dell’attentatore. Va detto inoltre che almeno 42 persone sono state arrestate dalla polizia in seguito all’attentato terroristico di ieri sera davanti ad una sinagoga di Gerusalemme.L’esercito e la polizia, in conseguenza dell’attentato in cui sono rimasti uccisi sette civili israeliani, hanno elevato lo stato di allerta in tutto il Paese, con ulteriori spiegamenti di forze in Cisgiordania ed il presidio di luoghi pubblici in Israele. L’attentato sarebbe una risposta a “crimini” commessi da Israele nei Territori occupati palestinesi, in particolare dopo il raid della polizia con vittime a Jenin di questa settimana: è la prospettiva sostenuta da Hazem Qassem, un portavoce del partito palestinese Hamas. “Quest’operazione è la risposta al crimine compiuto dall’occupazione a Jenin e una risposta naturale alle azioni criminali degli occupanti”, ha detto Qassem. Nel raid a Jenin, definito dal governo di Tel Aviv un’operazione “anti-terrorismo”, erano rimaste uccise almeno nove persone, tra le quali una donna anziana.
