di Andrea Capello
(LaPresse) – Un discorso in pieno stile Donald Trump. Dal palco dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il tycoon ha lodato i successi della ‘sua’ America che “non è mai stata forte come oggi” e ha posto l’accento sull’attivismo di Washington in politica estera.
“Mentre altri parlavano di pace, io l’ho realizzata. Mentre altri ignoravano le minacce, io le ho affrontate”, ha affermato prima di lanciarsi in una serie di minacce più o meno velate all’Iran, a Cuba ma anche a organizzazioni come la Corte Penale Internazionale, che ha definito un’organizzazione “fuorilegge” invitando tutte le nazioni membri della Cpi ad abbandonarla.
Trump ha dedicato la parte preponderante del suo intervento al dossier iraniano ribadendo di avere una “grossa decisione” da prendere ovvero “fare un accordo” o “annientare la Repubblica islamica”. “Ma credo che faremo un accordo dopo le elezioni di midterm – ha poi aggiunto – non ha senso per loro non farlo, vogliono vedere come andrò”.
Nel frattempo il presidente americano ha lanciato un appello a tutte le nazioni a unirsi per “implementare il completo isolamento economico dell’Iran” fino a quando “non fermeranno gli attacchi al traffico marittimo commerciale, metteranno fine alle loro ambizioni nucleari e cessino di sostenere il terrorismo”.
Uno dei passaggi più duri del discorso di Trump è stato però dedicato a Cuba. Il tycoon ha parlato di “regime” che ha trascorso “decenni a coordinarsi con radicali di sinistra e reti comuniste qui negli Stati Uniti”. Uno “Stato fallito” che “cadrà”. Parole che hanno spinto la delegazione cubana ad alzarsi e ad allontanarsi dall’aula in segno di protesta mentre dall’isola è arrivata la risposta del presidente Miguel Diaz-Canel secondo cui Trump “incapace di giustificare la punizione inflitta al popolo cubano e la sua guerra economica genocida” utilizza “menzogne” per rappresentare L’Avana come una minaccia.
A margine dell’Assemblea il presidente americano ha invece siglato l’accordo sulla Groenlandia con le autorità dell’isola e danesi definendolo “un fatto straordinario” e, soprattutto, ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Stiamo cercando di trovare una soluzione e la troveremo”, ha assicurato il presidente americano prima del bilaterale. Il leader di Kiev, dal canto suo, ha assicurato che l’aiuto di Trump per mettere fine alla guerra ci sarà invitando a fare “il più possibile” prima dell’arrivo dell’inverno. In precedenza arrivando all’Assemblea per il discorso Trump incalzato dai cronisti sul tema aveva mandato un messaggio diretto a Vladimir Putin invitandolo a “mettere fine” alla guerra.
