Esteri

Ora Donald Trump rischia duro contro Taylor Swift

 

di Viola Scipioni

 

La comunicazione politica di Trump ha sempre fatto venire molti dubbi ai più esperti, soprattutto perché molto spesso è caduto nello smentire ovvietà talmente palesi sulle quali chiunque resterebbe perplesso.

L’ultimo fatto che coinvolge l’ex Presidente USA riguarda Taylor Swift: «ragazzi, non me lo sarei mai aspettato ma le swifties si stanno svegliando». A dire ciò è stata una giovane ragazza su un video di TikTok, condiviso da Trump sul suo social network personale, Truth, domenica 18 agosto. È seguito poi un altro post, corredato da immagini ritraenti Taylor Swift con la dicitura “Taylor wants you to vote for Donald Trump” (Taylor vuole te per votare Donald Trump) e alcune sue presunte fan con indosso una maglietta che recita “swifties for Trump”. Al di là del commento dell’attuale candidato repubblicano a riguardo, ovvero «I accept!» (io accetto), l’ala estremista del partito vorrebbe che i fan di Taylor Swift si affidassero a lui dopo la minaccia terroristica dei concerti della popstar a Vienna, temendo che ciò possa succedere anche per i prossimi concerti in suolo statunitense previsti per la fine dell’anno corrente. Una fonte vicina a Swift ha però smentito quanto riportato: «chiaramente ha perso la testa, non lo ha appoggiato l’ultima volta e non lo farà adesso». È bene infatti ricordare che Swift stessa appoggiò Joe Biden durante le elezioni presidenziali del 2020, dopo aver rotto il silenzio sulla politica per la prima volta nella sua carriera: «ho bisogno di stare dalla parte giusta della storia». La popstar prima di allora era anche considerata “idolo dei nazisti”, per via della sua carnagione chiara, dei suoi occhi azzurri e dei suoi capelli biondi. Ma Trump e i repubblicani ci sperano ancora: fonti vicine all’ex Presidente dichiarano che l’ex Presidente trova curioso il fatto che Swift è fidanzata con Travis Kelce, quarterback dei Kansas City Chiefs, il più americano degli americani. Ma si sa, i tempi sono cambiati e non siamo più negli anni ’60, dove l’americano per eccellenza appoggiava esclusivamente il Partito repubblicano. È evidente che Swift riesce a spostare voti, oltre che all’economia, ma la popstar è ancora in silenzio, come lo è stata per quanto successo a Vienna, timorosa, forse, dei risvolti che delle simili dichiarazioni potrebbero causare in casa propria. Ora resta da capire se Swift e il suo team decideranno di proseguire per vie legali.

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