Da iniziative di informazione per i neogenitori a campagne di sensibilizzazione per l’uso delle tecnologie per una maggiore sicurezza. E ancora nuovi strumenti didattici, da inserire nei programmi scolastici, azioni dedicate ai soggetti più vulnerabili come pedoni, ciclisti e motociclisti, fino a corsi di aggiornamento sulle ultime norme del Codice della strada per le persone più anziane.
La prevenzione e la formazione continua, rivolte a tutte le fasce d’età, sono, infatti, il fulcro del Programma quinquennale 2025-2029 dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale dell’Emilia-Romagna. Per la prima volta, il piano copre l’intera durata della legislatura, ponendosi come strumento chiave per diffondere la cultura della sicurezza stradale, in linea con le strategie nazionali ed europee. La sicurezza stradale viene così affrontata non solo come una priorità di prevenzione, ma anche come un elemento essenziale per rendere le città più vivibili e per promuovere la salute e il benessere delle comunità.
Il programma è stato presentato dall’assessora alla Mobilità, Irene Priolo, e dal presidente dell’Osservatorio, Marco Pollastri.
L’approccio di base, da cui prende vita l’intero piano, è alla cosiddetta ‘Vision Zero’: ovvero il principio per cui nessuna perdita di vita sulla strada è più accettabile e che si basa su cardini fondamentali come l’etica della sicurezza, la responsabilità condivisa, l’approccio sistemico, la prevenzione e il miglioramento continuo. Il programma 2025-29 intende, infatti, migliorare la sicurezza stradale in Emilia-Romagna, con azioni che spaziano dalla raccolta e analisi accurata dei dati con report annuali, alla collaborazione con i diversi attori territoriali, fino a specifiche campagne di informazione ed educazione rivolte a tutte le fasce d’età e agli utenti della strada. Tra le novità: l’istituzione di un Gruppo di lavoro intersettoriale e multidisciplinare, con rappresentanti di diversi assessorati regionali, esperti e referenti territoriali, e nuove collaborazioni e scambi con altre istituzioni regionali, nazionali ed europee, nonché una collaborazione importante con le prefetture territoriali.
Il programma si basa quindi su un approccio sistemico, integrato e continuo, affrontando il tema della sicurezza stradale a 360 gradi, con l’obiettivo di costruire un futuro più sicuro per tutti.
