Cronaca

Padova, il Gip archivia una querela di un giornalista vittima di hate speech. Sgv: «Amarezza e sconcerto»

«Diffamare on line un giornalista non è reato. Lo ha stabilito di fatto il gip di Padova archiviando la querela presentata da un giornalista padovano, vittima di “hate speech” a seguito della pubblicazione di un articolo di cronaca giudiziaria». Lo riporta il Sindacato giornalisti Veneto con una nota pubblicata sul suo sito web mercoledì 3 aprile 2024.

«Come tutti i provvedimenti giudiziari – continua il comunicato – anche quello firmato da Maria Luisa Materia va rispettato, ma le critiche sono legittime. E dunque il Sindacato giornalisti Veneto non può che esprimere amarezza e sconcerto di fronte alle motivazioni dell’ordinanza di archiviazione che indicano come normale – e quindi accettabile –  insultare un giornalista sui social, tacciarlo di essere “un mentitore”, incolparlo di “inventarsi le notizie” e di “scrivere un sacco di balle”, definire il suo quotidiano “un covo di imbrattacarte di matrice sinistroide”. Citiamo le parole della giudice: “nel caso di specie non sono state adottate espressioni gratuitamente lesive dell’altrui reputazione o strumentalmente estese a sfere estranee allo specifico della contesa politica, visti i toni e le forme apprezzabili per contegno e moderazione, specialmente se si considera come viene utilizzato dall’utente medio lo strumento dei social network …”. Appellandosi al principio del “così fan tutti” diffamare chiunque – giornalisti, magistrati, politici, amministratori, avvocati, professori, operai, impiegati, ecc. – non è più un reato perseguibile.

Il sindacato regionale prosegue: «Inoltre non si comprende cosa possa c’entrare la “contesa politica” quando il bersaglio di tanto astio e odio social è un giornalista che fa il suo lavoro avendo come riferimento la verità dei fatti e la continenza nella loro esposizione. Non c’è offesa alla reputazione maggiore per un giornalista, se non quella di essere accusato di inventarsi le notizie: lede la sua dignità, la sua autorevolezza e la sua professionalità, garantite dal rispetto dei doveri deontologici. I leoni da tastiera invece di riversare on line livore e cattiverie perché non si sono rivolti alla magistratura se l’articolo contestato lo consideravano diffamatorio? Al contrario si sono affrettati a cancellare tutti i post contro il cronista quando hanno appreso che, con il sostegno del Sindacato giornalisti Veneto, aveva annunciato azioni legali».

Related posts

Fine corsa a Roma per la “ladra seriale”. Arrestata dalla Polizia di Stato: dovrà scontare oltre 17 anni di carcere

Redazione Ore 12

Parma: giovane ritrovato senza vita, l’ex della fidanzata confessa l’omicidio

Redazione Ore 12

Confiscati dalla Guardia di Finanza circa 4,5 milioni di euro per frodi in materia di crediti d’imposta per bonus edilizi inesistenti

Redazione Ore 12