“Queste destre, il cui tempo è finito, stanno portando guerre, stanno devastando l’economia e stanno aumentando la povertà. Toccherà a noi adesso costruire un altro mondo”, basato sulla “cooperazione e la pace”, e “portare la tranquillità che ci chiedono le persone”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, in dichiarazioni alla stampa a margine della Global Progressive Mobilisation (Gpm), la riunione dei leader progressisti mondiali che è iniziata oggi a Barcellona. “È un’occasione bellissima quella di essere qui oggi, insieme a tante altre forze progressiste e democratiche del mondo con cui condividiamo la stessa visione: lottare per la pace, in un mondo in cui la destra nazionalista sta portando il caos, sia nelle relazioni internazionali che nelle strade e nelle città”, ed è quindi importantissimo “essere qui e far vedere che condividiamo la stessa agenda, mettendo al centro la pace e la giustizia sociale”, ha aggiunto Schlein.
Referendum: Ha suscitato grande speranza in Europa e oltre
La segretaria del Pd Elly ha detto di essere rimasta “molto colpita” dal “fortissimo interesse” che ha suscitato il referendum sulla giustizia tenutosi in Italia. Ha generato “grande speranza in Europa” e anche “oltre l’Europa”, ha sottolineato a margine del summit, riferendo di averne parlato con i colleghi turco e giapponese. “Il tempo delle estreme destre nazionaliste è finito ed è cominciato a finire dall’Italia, proprio da quella grande mobilitazione della società civile, delle nuove generazioni, che ha portato 15 milioni a dire no a una riforma sbagliata e per difendere la Costituzione”, ha aggiunto Schlein, “poi, dopo poche settimane, è arrivato un altro segnale molto forte con la sconfitta di Orban, che è stata anche una sconfitta di Trump che lo ha sostenuto”, come “di Meloni e Salvini, che hanno mandato video in suo supporto”. Schlein ha poi rimarcato di aver percepito una “grande attesa per le prossime elezioni politiche in Italia”, dove, ha detto, “ci candidiamo a battere le destre” per “cambiare il Paese”. La segretaria ha quindi messo in evidenza la “grande speranza suscitata dalle ultime cose successe in Italia: la vittoria alle regionali, la vittoria al referendum, le grandi mobilitazioni, la piazza per Gaza”. “C’è molta attesa rispetto a quello che sta accadendo in Italia proprio perché il primo forte segnale di battuta di arresto per queste destre nazionaliste è arrivato dal nostro Paese”, ha ribadito.
Con progressisti nel mondo condividiamo agenda e battaglie
La Global Progressive Mobilisation a Barcellona “è una bellissima occasione per unire le nostre forze, per far vedere che abbiamo la stessa agenda per il futuro dell’Europa e del mondo, e anche dentro i nostri Paesi, che condividiamo le stesse battaglie per la casa, i salari, la scuola, la salute e le politiche industriali che facciano ripartire la crescita che è stagnante nel nostro Paese”.
Non lasciamo internazionalismo ai nazionalisti
L’importanza della Global Progressive Mobilisation (Gpm) a Barcellona è che “qui ci sono forze democratiche e progressiste di tutto il mondo, abbiamo incontrato sudamericani, asiatici, americami” e il messaggio è che “non dobbiamo lasciare l’internazionalismo ai nazionalisti di cui Trump ha fatto emergere tutte le contraddizioni, perchè sono nemici ai lati opposti dei muri che vogliono costruire”, come “hanno dimostrato i dazi. Davanti a questo la risposta non può essere altro che quella di metterci insieme, per affrontare le sfide a cui nessuno può far fronte da solo”, ha aggiunto.
Energia: non possiamo dipendere da chi viola diritto internazionale
“La questione energetica è anche una questione geopolitica e democratica, non possiamo continuare a dipendere da fonti fossili, spesso da Paesi che violano il diritto internazionale, quindi la questione energetica è anche una questione democratica”.
Red
