di Balthazar
Chiariamo subito il giallo, perché tra indiscrezioni diplomatiche e geopolitiche da social network la confusione regna sovrana è chiaro invece che Zelensky continua .a pensare ad un allargamento del conflitto che coinvolga l’Occidente, altro che piano di pace!
Sì, la notizia è vera: Volodymyr Zelensky ha provato a giocare la carta della disperazione chiedendo a Donald Trump di intercedere presso Elon Musk per estendere la copertura di Starlink oltre confine, precisamente fino a 200 chilometri dentro il territorio russo. E sì, si è sentito rispondere un gelido “anche no” da entrambi i fronti.
Ma come, Starlink non era già attivo in Ucraina?
Certamente. Senza le parabole di SpaceX, l’esercito ucraino si scambierebbe gli ordini con i segnali di fumo. Il punto fondamentale sta nei geofence, ovvero i confini digitali impostati da Musk: la rete funziona egregiamente sul suolo ucraino (compresi i territori occupati), ma si spegne di colpo non appena si oltrepassa il precedente confine con la Russia.
Allora cosa vuole davvero Zelensky?
Niente fantascienza né guerre spaziali da film d’azione. L’Ucraina scarseggia di costosi missili difesa Patriot e di munizioni a lungo raggio fornite dall’Occidente.
La soluzione di Kyiv? Inviare droni economici a lungo raggio a caccia delle rampe di lancio russe per distruggere i missili nemici prima che vengano sparati. Per guidare un drone a 200 km di distanza eludendo i disturbi elettronici del Cremlino, serve una connessione satellitare ultra-stabile e in tempo reale. Ovvero: Starlink.
Senza contare che I russi sparano anche da ben oltre I 200 km e allora? Bè, cominciamo con unprimo passerro! Zelensky non chiedeva quindi di posizionare armi in orbita per abbattere la rete dei satelli russi, ma solo la password del WiFi di Elon per far volare i suoi droni in territorio russo.
Perché Musk e Trump hanno detto no?
Musk ha da sempre il terrore di trasformare la sua compagnia commerciale in un’arma di aggressione diretta sul suolo di una potenza nucleare, paventando scenari da Terza Guerra Mondiale. Dal canto suo, Trump non ha alcuna intenzione di concedere a Kyiv un “assegno in bianco” tecnologico che rischi di far saltare i suoi fragili tentativi di negoziato con Mosca.
Nessuna battaglia spaziale con i laser sul raggio della Morte, dunque: solo la solita, paradossale guerra del XXI secolo, dove le sorti di una linea d’attacco dipendono anche dal “click” di un miliardario della Silicon.
