Esteri

Piano di pace per Gaza, disco verde Onu alla forza di stabilizzazione

Fumata bianca al Palazzo di Vetro su Gaza: con l’astensione di Mosca e Pechino e 13 voti a favore, è passata al primo colpo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu la risoluzione Usa che approva il piano di pace di Donald Trump per la Striscia e autorizza una forza internazionale di stabilizzazione per l’enclave palestinese che dovrà anche disarmare Hamas. L’ambasciatore americano all’Onu Mike Waltz ha definito “storica” la risoluzione Usa adottata dall’organismo delle Nazioni Unite. Il testo afferma che “le condizioni potrebbero finalmente essere mature per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la statualità palestinese”.

“L’adozione della risoluzione su Gaza da parte del Consiglio di Sicurezza rappresenta un passo importante nel consolidamento del cessate il fuoco, che il segretario generale Antonio Guterres incoraggia tutte le parti a rispettare. È ora essenziale tradurre lo slancio diplomatico in misure concrete e urgenti sul campo”. Lo ha detto il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric. “L’Onu si impegna a svolgere il ruolo affidatogli nella risoluzione – ha aggiunto – e Guterres sottolinea l’importanza di procedere verso la fase 2 del Piano Usa, che porti a un processo politico per il raggiungimento della soluzione a due Stati”. Donald Trump celebra il passaggio all’Onu della risoluzione americana su Gaza come “un momento storico”. In un post su Truth dopo il voto al Palazzo di Vetro, il presidente degli Stati Uniti ha scritto: “Congratulazioni al mondo per l’incredibile voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che riconosce e approva il consiglio di pace, che sarà presieduto da me e comprenderà i leader più potenti e rispettati di tutto il mondo. Questo voto passerà alla storia come una delle più grandi approvazioni nella storia delle Nazioni Unite, porterà a un’ulteriore pace in tutto il mondo ed è un momento di vera portata storica!”  Quindi Trump ha ringraziato l’Onu e tutti i Paesi membri del Consiglio,k citandoli uno a uno: Cina, Russia, Francia, Regno Unito, Algeria, Danimarca, Grecia, Guyana, Corea del Sud, Pakistan, Panama, Sierra Leone, Slovenia e Somalia”. E “grazie anche ai Paesi che non siedono nel Consiglio, ma che hanno fortemente sostenuto l’iniziativa, tra cui Qatar, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Regno dell’Arabia Saudita, Indonesia, Turchia e Giordania”. Infine il presidente ha anticipato che “i membri del board of peace e molti altri annunci entusiasmanti saranno resi noti nelle prossime settimane”.  A seguito del voto alle Nazioni Unite, l’Autorità palestinese sollecita l’attuazione “immediata” della risoluzione americana, che prevede la creazione di un ‘consiglio per la pace’ e il dispiegamento di una forza internazionale a Gaza, con l’obiettivo di un ritiro “completo” delle truppe israeliane. In un comunicato rilanciato dall’agenzia Wafa, l’Autorità palestinese di Mahmoud Abbas ha sottolineato la necessità che la risoluzione venga attuata “immediatamente sul terreno” allo scopo di garantire “il ritorno alla normalità” e la protezione della “nostra popolazione nella Striscia di Gaza”, facilitando la ricostruzione e “bloccando il processo di indebolimento della soluzione dei due stati”. Nella nota, “lo Stato di Palestina esprime poi la sua piena disponibilità a cooperare con l’amministrazione statunitense, i membri del Consiglio di sicurezza, gli Stati arabi e islamici, l’Unione Europea e i suoi Stati membri, le Nazioni Unite al fine di garantire l’attuazione di questa risoluzione in modo da porre fine alle sofferenze del nostro popolo palestinese nella Striscia di Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est, e promuovere il percorso politico che porta alla pace, alla sicurezza e alla stabilità tra palestinesi e israeliani, sulla base della soluzione dei due Stati fondata sul diritto internazionale e sulla legittimità internazionale”. Infine, l’Autorità palestinese ribadisce “la propria disponibilità ad assumersi pienamente le proprie responsabilità nella Striscia di Gaza, nel quadro dell’unità del territorio, del popolo e delle istituzioni, considerando la Striscia parte integrante dello Stato di Palestina”. Su Gaza ed il piano per la pace nella Regione si è espressa anche la Cina. “Pechino sostiene il Consiglio di Sicurezza nell’adozione di tutte le misure necessarie per raggiungere un cessate il fuoco duraturo, alleviare il disastro umanitario e avviare la ricostruzione per riaccendere la speranza di pace e sviluppo per la popolazione di Gaza. Tuttavia, la bozza di risoluzione appena adottata è carente sotto molti aspetti ed è profondamente preoccupante”. Lo ha detto l’ambasciatore cinese all’Onu, Fu Cong, motivando l’astensione sul testo Usa. “Qualsiasi accordo postbellico deve rispettare la volontà del popolo palestinese e dare pieno spazio al ruolo vitale dell’Autorità Nazionale Palestinese, ed e’ di particolare preoccupazione che la risoluzione non ribadisca esplicitamente un fermo impegno per la soluzione dei due stati, oltre a non garantire l’effettiva partecipazione delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza”, ha aggiunto. Sottolineando che tuttavia, “considerando la fragile e grave situazione a Gaza, l’imperativo di mantenere il cessate il fuoco e le posizioni dei paesi della regione e della Palestina, la Cina ha deciso di non votare contro”.

Red

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