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Piemonte: prefetto Torino, lotta a mafia richiede sforzo di tutti

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“La lotta alla mafia è una lotta comune che richiede sempre lo sforzo di tutti”. Così Donato Cafagna, Prefetto di Torino, all’incontro ‘UniTo/Unit* contro le mafie. Conoscenza e legalità tra Università, Istituzioni e territorio’. “A fianco della presenza molto radicata al Nord della criminalità organizzata di stampo ‘ndranghetista, in Italia abbiamo altri gruppi di criminalità organizzata, penso alla Camorra, alla Sacra Corona Unita e alla mafia siciliana, ma abbiamo sempre più la presenza di nuove mafie che si impongono su questo territorio – spiega – Pensiamo al traffico di sostanze stupefacenti che vede un ruolo transnazionale di organizzazioni come la criminalità organizzata albanese, penso alla presenza delle criminalità organizzate nigeriane e anche allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina; anche a fenomeni diversi attraverso i quali si manifestano le capacità criminali di queste organizzazioni, come il traffico di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, traffico di organi e numerosi ambiti di azione per svolgere la loro funziona criminale e che intervengono sulla società”. “È una criminalita organizzata che non spara o che spara molto poco – aggiunge Cafagna – È da tanti anni che non ci sono reati violenti direttamente imputabili alla criminalità organizzata, per esempio ‘ndranghetista qui in Piemonte, tuttavia sono radicati fortemente su questo territorio”.
“Da questo punto di vista penso anche alla società liquida e senza punti di riferimento, caratterizzata da precarietà: è qui che ci sono le condizioni per radicarsi”, prosegue il Prefetto.
“È un Ndrangheta e una mafia che si manifesta in maniera diversa – conclude – Si infiltra nell’economia e fa affari, e dove riesce si inserisce nell’amministrazione pubblica. Estorsioni, usura, traffico di sostanze stupefacienti e grosse rapine. In passato erano i sequestri di persona. Ora c’è l’acquisto di beni immobili e l’investimento in gruppi societari e tende a inabissarsi cercando di limitare al massimo la visibilità della propria presenza”.

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