di Roberto Rossi
“Opportunamente il Presidente Fedriga ha definito il Pnrr “un momento straordinario di potenziale sviluppo del nostro Paese”. E va apprezzata la disponibilità della Conferenza a contribuire all’attuazione del Piano favorendo l’integrazione di tutte le politiche pubbliche e uno sviluppo omogeneo dei territori. La leale collaborazione e la disponibilità al dialogo, al confronto e alla collaborazione che le regioni manifestano meritano di essere fatte proprie da tutti nell’interesse dell’Italia”. Queste le parole del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo intervento al festival “L’Italia delle Regioni”. Poi Mattarella ha indicato la rotta: “I massicci finanziamenti erogati dalla Commissione Ue sono destinati esattamente ad accelerare l’infrastrutturazione del Paese colmando i divari, a partire da quello tra il Nord e il Sud. Dinanzi a sfide di questa portata è richiesto l’impegno convergente delle istituzioni e di tutte le forze politiche e sociali. Un impegno che abbiamo assunto in sede europea e che va, ovviamente, onorato”. Le parole di Mattarella seguono a quelle del Presidente del Consiglio Giorgia Meloniche nella giornata di lunedì aveva chiesto chiesto modifiche alla regole che animano oggi il Pnrr, sugli interventi ed i progetti finalizzati dai vari Paesi e tra questi, naturalmente, l’Italia. “Dovremo valutare le priorità – ha detto la Premier dallo stesso palco dove ha preso la parola Mattarella – perché il costo delle materie prime mette a serio rischio la realizzazione di questi interventi. Altrettanto fondamentale sarà trovare gli strumenti per realizzare gli investimenti nell’edilizia sanitaria e investimenti dal punto di vista tecnologico: su questo molte regioni hanno difficoltà a portare a termine le opere e gli investimenti iniziati. Il Next generation Eu – ha continuato Meloni – è evidente a tutti che non è più sufficiente perché non poteva tenere in considerazione l’impatto della guerra in Ucraina ha avuto sulle nostre economie. Bisogna fare di più oggi a livello Ue, partendo dal caro energia. Il governo vuole favorire l’attuazione” dell’autonomia differenziata “in tempi rapidi, in un quadro più ampio di riforme per rafforzare e ammodernare l’assetto stato” ma “non sarà mai un pretesto per lasciare indietro una parte del territorio”, afferma ancora Meloni, sottolineando che l’obiettivo è “migliorare efficienza e qualità dei servizi” e “colmare i divari”, non “creare disparità”. Poi l’inivo ai rappresentanti istituzionali dei Governi locali: “Le sfide non si affrontano da soli. La Premier ha affermato di “credere nella collaborazione degli enti locali” e ha sottolineato che “bisogna rafforzare il senso di appartenenza nazionale”. “Alla miopia del passato – ha detto ancora il Presidente del Consiglio – è bene che non aggiungiamo l’egoismo del presente”. Poi un’osservazione sulla Riforma del Titolo V della Costituzione: “Invece di semplificare, su molte materie ha aumentato la conflittualità tra poteri dello Stato e il contenzioso è cresciuto ulteriormente negli ultimi anni. Ricordo le critiche mosse da molti presidenti di Regione al tempo sul mancato coinvolgimento delle Regioni nella redazione del Piano, così come ricordo le critiche che io stessa, per prima, in un’altra veste, ho mosso in Parlamento, nella scorsa legislatura, sulla stessa materia, sul coinvolgimento mancato di un Parlamento che si trovava a votare un testo appena consegnato senza avere il tempo di approfondirlo”. Poi la Meloni è tornata ancora sul Pnrr: “Dovremmo valutare le priorità, perché ovviamente il costo delle materie prime mette a serio rischio la realizzazione di questi interventi. Le criticità strutturali che dobbiamo affrontare sono figlie di politiche poco lungimiranti del passato. Sul tema dell’energia, l’Unione europea e diversi Stati membri, tra cui l’Italia, hanno preferito aumentare via via il livello di dipendenza da altre nazioni invece di realizzare misure per l’indipendenza energetica. Oggi noi paghiamo e dobbiamo fare quel che possiamo per rimediare, almeno lavorando a soluzioni comuni e strutturali”. Il Pnrr, ha concluso Meloni “è un’eredita’ importante, però ovviamente è un’eredita’ importante se quelle opportunità non vanno perse ed è per questa ragione che il governo, a pochi giorni dall’insediamento, ha deciso di riattivare la cabina di regia per monitorare lo stato di attuazione degli obiettivi, coinvolgendo tutti gli attori in campo”.
