Tutte le principali associazioni dei consumatori hanno acceso i riflettori sull’ultimo report dell’Istat sui prezzi al consumo e le considerazioni non sono benevole sugli attori protagonisti di una debacle più che prevedibile.
Inflazione: Unc, è Caporetto, Governo intervenga anche in vista di effetto-Iran
“Una Caporetto per le famiglie! Il rialzo dell’inflazione, che decolla sia su base tendenziale che congiunturale, dove addirittura raddoppia dal +0,4% di gennaio al +0,8%, è di una gravità inaudita! E’ incredibile che l’inflazione non sia mai stata sotto controllo nonostante da mesi vi fossero tutte le condizioni per un drastico calo dei prezzi, soprattutto visto che ora è sopraggiunto il rischio fondato che quanto sta accadendo in Iran si traduca in una nuova esplosione dei prezzi come dopo l’invasione dell’Ucraina”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat resi noti oggi, secondo cui l’inflazione annua sale dall’1% all’1,6% a febbraio.
“Per questo, considerato che il timing delle politiche economiche è fondamentale in questi casi per bloccare sul nascere un’esplosione dei prezzi, per evitare una reazione a catena, chiediamo subito al Governo Meloni di fare come il Governo Draghi che immediatamente ridusse di 25 cent le accise sui carburanti dei carburanti e intervenne su luce e gas, azzerando oneri di sistema e abbassando l’Iva sul gas. Si tratta, infatti, non solo di costi che rischiano di diventare proibitivi per le famiglie, ma anche di costi di produzione (luce e gas) e di distribuzione (carburanti) di tutte le imprese ed esercizi commerciali. Se si alzano, quindi, saranno trasferiti sui prezzi finali e l’inflazione rischia di prendere il volo”, prosegue Dona.
“L’inflazione tendenziale all’1,6% significa, per una coppia con due figli un aumento complessivo del costo della vita pari a 533 euro su base annua, mentre per i soli Prodotti alimentari e le bevande analcoliche la stangata è pari a 241 euro e per il carrello della spesa è di 258 euro. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 453 euro, 211 euro soltanto per cibo e bevande, 228 per il carrello. In media, per una famiglia la batosta è di 327 euro, 166 per mangiare e bere”, conclude Dona.
Inflazione: Adoc, dati allarmanti, preoccupa effetto escalation in Medio Oriente
“I dati diffusi da Istat confermano un quadro allarmante per il potere d’acquisto dei consumatori in Italia: a febbraio l’inflazione accelera allo 0,8% su base mensile e all’1,6% su base annua. A preoccupare è soprattutto la risalita dei prezzi del ‘carrello della spesa’ che sale al 2,2% dall’1,9% e l’impennata dei costi nel settore dei trasporti +3% e degli alimentari non lavorati +3,6%. Questi numeri, uniti all’escalation dei conflitti in Medio Oriente, preannunciano una tempesta perfetta: i rialzi dei prezzi di petrolio e gas si stanno già manifestando alle pompe di benzina e scateneranno inevitabilmente un’ondata di rincari a catena sulle bollette energetiche e su tutti i beni di prima necessità e del carrello della spesa”. Così l’Adoc in una nota.
“In questo scenario critico, abbiamo espresso, in un’audizione sul dl bollette alla X Commissione della Camera, profonda insoddisfazione per il dl bollette, ritenendo le misure previste dal Governo parziali, socialmente inique e che non tutelano adeguatamente le famiglie a reddito medio-basso e i lavoratori poveri. La natura temporanea delle misure non affronta le cause strutturali dell’alto costo dell’energia né la dipendenza energetica dall’estero, aggravata dalle attuali tensioni geopolitiche. Chiediamo una riduzione stabile dell’IVA ai minimi UE, il trasferimento degli oneri di sistema dalla bolletta alla fiscalità generale per rispettare il principio di capacità contributiva e l’estensione del Bonus Energia a una platea più vasta, includendo le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro per evitare ingiuste fratture sociali”, sottolinea l’associazione.
“Inoltre, riteniamo il ‘contributo volontario’ per i redditi fino a 25.000 euro una misura di facciata priva di obblighi per i venditori e quindi incerta nell’erogazione. Proponiamo, invece, incentivi mirati all’efficienza energetica per i meno abbienti, l’inclusione del teleriscaldamento nei bonus e il superamento dei vincoli tecnici che frenano lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Infine, sollecitiamo una ridefinizione della categoria di “cliente vulnerabile” che si basi sulla reale povertà energetica e sul rapporto tra reddito e costi sostenuti, piuttosto che sul semplice criterio anagrafico, al fine di garantire una protezione equa e sostenibile contro una crisi ormai cronica”, termina la nota dell’Adoc.
Inflazione: Assoutenti, più rialzi alimentari, e con crisi Iran potrebbe peggiorare
A febbraio si accentua la crescita dei prezzi al dettaglio nel comparto alimentare, con i listini che salgono al +2,6% su base annua. Lo afferma Assoutenti, dopo i dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat.
“A fronte di una inflazione media del +1,6%, i prezzi di alimentari e bevande analcoliche aumentano del +2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, e del +0,3% sul mese precedente, con un aggravio di spesa da +241 euro annui per una famiglia con due figli – spiega il presidente Gabriele Melluso – Un andamento che desta forte preoccupazione soprattutto il vista delle prossime festività di Pasqua, quando aumenteranno sensibilmente i consumi alimentari degli italiani”.
“Una situazione che potrebbe addirittura peggiorare nei prossimi giorni: la crisi del Medio Oriente rischia di avere ripercussioni fortissime sui prezzi al dettaglio, come conseguenza dei maggiori costi di trasporto delle merci e dell’impennata delle quotazioni delle materie prime. Per questo invitiamo il governo alla massima vigilanza sui prezzi alimentari e ad intervenire con le misure opportune per evitare che i carrelli della spesa siano sempre più vuoti e le tasche delle famiglie sempre più leggere” – conclude Melluso.
Inflazione: Federdistribuzione, la ripresa dei consumi resta fragile
I dati diffusi dall’Istat relativi alle stime preliminari sui prezzi al consumo del mese di febbraio evidenziano un indice generale di inflazione in risalita +1,6% su base annua e un carrello della spesa che segna su base tendenziale un +2,2%.
L’inflazione registra un aumento in particolare per effetto dei prezzi dei servizi mentre i prezzi dei beni si confermano con un andamento complessivamente stabile. Nonostante nelle ultime rilevazioni si registrino alcuni lievi segnali di miglioramento nella fiducia delle famiglie, il quadro dei consumi resta improntato alla debolezza e le prospettive di un rilancio strutturale della domanda interna rimangono ancora incerte.
A rendere più instabile il contesto contribuisce anche l’attuale scenario geopolitico, che potrebbe determinare nuove tensioni sul piano economico, con possibili ripercussioni sulle catene di approvvigionamento, in particolare energetiche. In questa congiuntura complessa, le imprese del retail moderno confermano il proprio impegno a sostegno del potere d’acquisto delle persone. Con le attività promozionali, una costante attenzione agli assortimenti e il rafforzamento dell’offerta di prodotti a Marca del Distributore, che coniuga qualità e convenienza, il settore continua a garantire un presidio fondamentale per le famiglie e per la tenuta dei consumi.
Resta tuttavia essenziale creare le condizioni per una ripresa strutturale della domanda interna nel lungo periodo. A tal fine, vanno nella giusta direzione, così come proposto da Federdistribuzione, le misure introdotte dal Governo volte alla defiscalizzazione degli aumenti derivanti dai recenti rinnovi contrattuali, che rappresentano un contributo positivo al reddito dei lavoratori.
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