Gli sforzi del Qatar per vendere il gas naturale liquefatto prodotto nell’ambito di un massiccio progetto di espansione, si stanno complicando sono seriamente complicando a causa della domanda di acquirenti cinesi e indiani, che pretendono prezzi più bassi e condizioni migliori. Lo riporta l’agenzia economica Bloomberg.
Il fornitore mediorientale sta già dando la colpa di tutto alla Russia che, con i suoi sconti e l’atteggiamento disponibile “sta viziando gli acquirenti” soprattutto in Asia.
I clienti di questo mercato premium sono abituati ad un atteggiamento diverso da parte di fornitori e importatori e pretendono flessibilità e attenzione alle loro esigenze. Qualità che pare siano le caratteristiche dei traders che sui prezzi giocano in concorrenza.
Secondo esperti e pubblicazioni di settore specializzate, all’inizio di questo mese i funzionari della società statale Qatar Energy hanno incontrato alcune aziende cinesi e hanno proposto accordi di fornitura che coprono almeno un decennio, con prezzi prossimi al 13% rispetto al benchmark del greggio Brent.
Al contrario, gli acquirenti hanno insistito per ottenere accordi che fissassero il rapporto del greggio al 10% rispetto al Brent e hanno chiesto altre condizioni favorevoli, ma le trattative si sono concluse con un nulla di fatto data la indisponibilità dei venditori qatarini.
Nei mesi scorsi il paese ha presentato un piano per aumentare di un ulteriore 13% per cento la sua capacità produttiva di gas liquefatto, , portando l’output dagli attuali 77 milioni di tonnellate all’anno a 142 milioni di tonnellate entro il 2030. La stragrande maggioranza di questo volume verrà esportato, con l’intenzione di fare Qatar una i “Arabia Saudita del gas”.
Anche l’Italia, tramite Eni, ha firmato un un nuovo contratto per la fornitura di GNL con la compagnia statale QatarEnergy: 1,5 miliardi di metri cubi all’anno, a partire dal 2026, per ventisette anni. I volumi concordati arriveranno dal progetto al largo della costa nord-est del paese, al quale peraltro Eni partecipa assieme alla francese Total e alla britannica Shell.
Saipem, la società di infrastrutture energetiche controllata da Eni e Cassa depositi e prestiti, nel settembre dello scorso anno aveva annunciato ha ieri di essersi aggiudicata un contratto da 4 miliardi di dollari con QatarEnergy per la realizzazione f di piattaforme, condotte sottomarine e cavi in fibra ottica per il progetto North Field.
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