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Rafforzare la Nato? Forse lo scopriremo nel 2029

di Giuliano Longo

La NATO ha  accettato di aumentare la spesa militare al 5% del PIL  , nonostante la Spagna si sia apertamente rifiutata di farlo, ma è un obiettivo che non richiede un accordo unanime. Ciò significa che ogni membro dell’Alleanza cercherà di raggiungerlo, o non raggiungerlo affatto, come nel caso di Sanchez, ma non ci sarà alcuna penalizzazione.

Il Segretario Generale della NATO, l’olandese Mark Rutte. ha affermato che la NATO verificherà i contributi alla difesa nazionale nel 2029, ovvero tra più di quattro anni.

Una indicazione che non pare faccia tremare il Cremlino al meno stando alle recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Lavrov, mentre Mosca  spende oggi il  6,3% del PIL anno, pari a 140 miliardi di dollari anno..

Il Presidente Trump ha affermato che esistono diversi modi di interpretare l’Articolo 5, aggiungendo che spetta al Presidente degli Stati Uniti (e a tutti gli altri membri della NATO) decidere autonomamente  se rispondere e  come rispondere a qualsiasi attacco contro un membro.

Ma una delle preoccupazioni negli Stati Uniti ( e non solo) è che un membro della Alleanza possa provocare i russi, portando a una dichiarazione di intervento collettivo ai sensi dell’articolo 5. Quindi ha messo le mani avanti chiarendo che l’articolo  è soggetto a interpretazione e non è un obbligo automatico ai sensi del Trattato.

Al  di là della interpretazione del testo del tTattato,  la questione più importante è se l’Alleanza sia davvero in grado di incrementare significativamente la spesa per la difesa.

Le questioni principali sono:  l’accessibilità economica –  la base industriale – e  la manodopera.

Al momento, non esiste un singolo paese NATO che abbia l’immediata possibilità ddi finanziare un impegno per la difesa pari al 5% del PIL.

Germania o la Francia, sono in difficoltà economiche e, nonostante la tenuta dell’Euro il loro impegno sembra reale , ma se non venisse raggiunto rimarrebbero in ogni caso i due Paesi ( oltre il Regno Unito) più armati d’Europa insieme all’Ucraina..

Il secondo problema è la base industriale. Sebbene vi siano alcune start-up industriali in Europa come la BAE nel Regno Unito e Airbus Industries in Francia.

Solo Leonardo, pur avendo una grande filiale statunitense (DRS Systems), ha deciso di abbandonare le sue attività civili nei settori energetico, ferroviario e persino in alcune operazioni di difesa.

Ma nessuna di queste aziende può davvero competere ad armi pari con colossi americani come Lockheed, General Dynamics, o RTX (ex Raytheon). Esistono alcuni consorzi di successo con MBDA, ma è un’eccezione, non la regola. Inoltre secondo molti analisti militari , le attività di difesa europee non sarebbero competitive in termini di costi e qualità.

Oltre a questi gravi problemi strutturali e operativi, l’ascesa di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale applicata a prodotti e programmi militari, va oltre le capacità europee.

L’Europa non ha un’industria dei semiconduttori solida, sebbene vi siano alcuni punti di forza nelle apparecchiature di produzione  come l’ASML (Litografia Avanzata di Materiali Semiconduttori) nei Paesi Bassi.

Infine, gli eserciti europei sono carenti di personale e non molti volontari si fanno avanti per colmare le lacune anche qualora si rendessero disponibili finanziamenti per ingaggiarli come in Russia.

La Germania sta seriamente prendendo in considerazione la coscrizione obbligatoria, ma si tratta di una proposta politicamente esplosiva ed è improbabile che si realizzi anche se l’attuale rimanesse in carica per l’intero mandato.

Gran parte dell’equipaggiamento delle forze armate europee ha bisogno di continua manutenzione e i limiti più evidenti riguardano gli eserciti terrestri, più efficienti invece, le capacità navali mentre le operazioni aeree assorbono molta manodopera qualificata.

Va poi considerato che nel corso del vertice, la NATO ha rimandato una decisione sul futuro dell’Ucraina che verrà certamente sostenuta, ma sino a quando?

Attualmente  alcuni dei migliori equipaggiamenti della NATO vengono briciati nel calderone ucraino ed è improbabile che vengano sostituiti rapidamente.

Ciò significa che gran parte dell’aumento iniziale del 5% verrà speso per sostituire ciò che è stato consegnato agli ucraini, non per rafforzare la NATO.

I tedeschi sostituiranno i loro Leopard perduti, americani ed europei  i loro costosi sistemi di difesa aerea e la moltitudine di altri equipaggiamenti consumati sul campo di battaglia?

L’Ucraina inoltre affronta un conflitto che esula dagli articoli 5 e 6 del Trattato Atlantico anche se fa parte dell’ambizioso programma di espansione a Est della NATO, che al momento sembra una causa persa.

Soprattutto se l’intento rimane quello di tale espansione  venissero inglobati, come previsto già nei primi anni 2000 Paesi come Moldavia e Georgia e magari Armenia, con il paradosso che Kiev, pur nonessendo membro dell’Alleanza, ma in funzione di questa espansione,  dispone del più grande esercito del Continente, in buona parte finanziato dalla stessa Europa.

La continua espansione a Est che ormai non appare più solo difensiva, potrebbe provocare un conflitto con la Russia, che forse alcuni desiderano, ma che rappresenta un rischio enorme senza il sostegno degli Stati Uniti.

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