QUANDO IL NULLA ESCE DALLE PAGINE (Vol. III)
di Fulvio Barion
Nella geografia spirituale di Michael Ende, esiste un luogo dove il tempo si è fermato e il significato è morto: la Città degli Imperatori Solitari. È qui che approdano coloro che hanno usato l’AURYN fino all’ultimo desiderio, perdendo, uno dopo l’altro, tutti i ricordi della propria vita reale. Oggi, questa non è più una metafora letteraria: è la fotografia della nostra società “liquida” e del nichilismo pulsionale che sta armando le mani dei nostri giovani.
- Il Trionfo dell’Egoismo Vuoto
Gli abitanti di questa città sono convinti di essere dei re. Ognuno vive nel proprio isolamento, circondato da ricchezze immaginarie, ma incapace di formulare una frase di senso compiuto o di stabilire un legame.
- L’individuo-massa: È la condizione del giovane contemporaneo, spinto da una certa cultura a credere che il proprio “Io” sia l’unica misura del mondo. Ogni profilo social è un piccolo trono da cui lanciare editti, ma è un potere fittizio.
- L’amnesia di Bauman: Come Bastian sacrifica i suoi ricordi per ogni capriccio esaudito, così i nostri ragazzi sacrificano la memoria storica e familiare per la gratificazione istantanea. Senza radici, l’identità non si solidifica: resta una pozza liquida che evapora lasciando solo un residuo di rabbia.
- La Violenza come “Gioco senza Regole”
Nella Città degli Imperatori Solitari non ci sono leggi, perché non c’è più comunità. C’è solo una coesistenza forzata di solitudini. In questo vuoto pneumatico, l’atto violento contro l’autorità — l’insegnante accoltellato, il genitore aggredito — non è una rivolta consapevole, ma un “acting out” nichilista.
- Quando l’altro (il docente) viene ridotto a un ostacolo bidimensionale che si frappone tra la pulsione e la sua realizzazione, colpirlo non genera rimorso. Nella mente anestetizzata dal Nulla, l’altro non è “persona”, è solo un glitch in una partita di cui si sono perse le regole etiche.
- Famiglie nel Nulla: I guardiani del vuoto
Le famiglie che oggi si scagliano contro la scuola per difendere l’indifendibile sono i guardiani inconsapevoli di questa città desolata.
- Senza idea del “contenuto intrinseco” dei valori che citano (libertà, diritti, amore), queste famiglie hanno scambiato l’educazione con la protezione dei capricci.
- Privando i figli del “No”, li hanno privati dell’unico strumento capace di costruire la realtà. Un ragazzo a cui è stato permesso di abbattere ogni argine è un ragazzo condannato alla solitudine assoluta: se tutto è permesso, nulla ha valore; se nulla ha valore, la vita stessa diventa un accessorio sacrificabile.
- Il ritorno alla Realtà: L’Acqua della Vita
Bastian si salva dalla follia della città solo quando capisce che il potere dell’AURYN è una maledizione se non viene usato per amare qualcuno. La via d’uscita dal nichilismo attuale non sono le telecamere di sorveglianza, ma il recupero della Relazione.
- Per contrastare l’accoltellamento dei valori, serve che gli adulti smettano di essere “amici” o “funzionari” e tornino a essere testimoni.
- Serve l’Acqua della Vita: la riscoperta che la gioia non sta nel possesso (l’AURYN), ma nel legame solido che ci unisce agli altri e alla nostra storia.
