Politica

Referendum: Nordio, il Sì vincerà e poi tavolo confronto per norme

Il ministro della Giustizia Nordio difende a spada tratta la riforma, che prenderà il suo nome, se i sì passeranno la prova del Reeferndum “Quando vincerà il sì, perché sono sicurissimo che vinceremo, apriremo subito il tavolo di confronto con magistratura, avvocatura e mondo accademico per fare subito le norme attuative, nel cui ambito definiremo i criteri per il sorteggio dei due consigli superiori”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a Firenze, partecipando a un’iniziativa di Fratelli d’Italia per il Sì al referendum. “È però già chiaro – ha spiegato Nordio – che comunque saranno sorteggiati anche nell’ambito di un canestro molto limitato, cioè sarà una lista di magistrati già valutati almeno due, tre volte o quattro volte. Sono magistrati che per il ruolo che hanno sono quelli che mandano all’ergastolo le persone, per intenderci, quelli che ti sequestrano i beni, quelli che ti tolgono i figli. Quindi sono magistrati che già hanno per definizione i compiti eccezionalmente importanti. E quindi estrarre a sorte da questo canestro uno di questi magistrati è una garanzia di professionalità”. Poi suol ruolo dei Pm nel dopo riforma. “E’ una balla colossale, quella di chi dice ‘voi separate le carriere come primo passo per portare il pm sotto il potere esecutivo’. È esattamente il contrario”. “Con l’articolo 104 – ha spiegato Nordio – eleviamo il pm al rango del magistrato giudicante, cosa che con l’attuale Costituzione non c’è. Perché nell’articolo 107 della nostra Costituzione attualmente il pubblico ministero è disciplinato dalla legge ordinaria. Noi, invece, lo eleviamo al rango costituzionale. Secondo: è proprio la unitarietà tra giudici e inquirenti, cioè i pubblici ministeri nell’ambito della sezione disciplinare, che costituisce la prova definitiva che la magistratura resta unica e resta svincolata da qualsiasi forma di potere”. “Noi abbiamo ritenuto che nel momento più alto, cioè quello della giurisdizione disciplinare, la magistratura riprendesse la sua unità – ha aggiunto Nordio – Per cui la Corte disciplinare, che sarà peraltro, composta anche da pm sorteggiati e da giudici sorteggiati, sarà una corte unitaria, proprio per dimostrare che non c’è nessuna intenzione di separare i pm dai giudici per riportarlo un domani sotto il potere esecutivo”. Infine una richiesta a Gratteri: “Come dice un saggio detto, si può convincere solo chi è già convinto e quindi sarebbe una missione impossibile quella di convertire il procuratore Gratteri. Però a Gratteri potrei ricordare – visto che si trovano su Google o su Youtube i suoi interventi – che lui si era pronunciato a favore del sorteggio, che lui si era pronunciato contro la supremazia e la degenerazione delle correnti, che lui si era pronunciato contro la giustizia domestica del Consiglio superiore della magistratura. E quindi, semmai, non gli chiederei di cambiare idea ma gli chiederei perché hai cambiato idea”.

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