Cronaca

Riccardo ucciso per punire la moglie che lo aveva denunciato: cosa c’è dietro l’omicidio di Belluno

Il ragazzo di 17 anni ucciso dal padre in provincia di Belluno sarebbe stato ucciso per ‘punire’ la moglie, da cui l’uomo si stava separando, e che poche ore prima era andata ai Carabinieri per denunciarlo. A raccontare i retroscena del terribile omicidio-suicidio che ha distrutto una famiglia di Lamon, nel bellunese, è il Corriere del Veneto. L’uomo che ha ucciso il figlio e poi di è tolto la vita è Vladislav Gaio. Alla strage è sopravvissuta la figlia di 13 anni, che non era in casa al momento del delitto. Se ci fosse stata sarebbe morta anche lei? Quel che è certo è che la ragazzina ha vissuto l’incubo di arrivare a casa e ritrovare il fratello (e il padre) morti, tra sangue e orrore.

LA DENUNCIA DI POCHE ORE PRIMA

Riccardo, 17 anni, è stato ucciso con alcune coltellate, cinque o sei, e poi con due colpi di una pistola usata per la macellazione degli animali. Proprio con questa stessa arma, poi, Gaio si è sparato uccidendosi. Il delitto è avvenuto martedì pomeriggio: alle 14 di quel giorno Miriam Tommasini, la moglie, era andata dai Carabinieri a denunciarlo. I militari non hanno rivelato il contenuto della denuncia, non è chiaro di che tipo di maltrattamento o violenza si tratti, se verso di lei o anche verso i figli. Ma il delitto avvenuto pochissimo tempo dopo la denuncia fa pensare che l’uomo abbia reagito con una violenza inaudita a questa notizia (lo aveva evidentemente saputo, forse dalla stessa moglie) e abbia ucciso il 17enne per vendetta nei confronti della donna. Un proposito omicida terribile. Non è chiaro se tra i due, prima dell’omicidio, ci sia stato un litigio.

I LITIGI IN CASA

Miriam e Vladislav litigavano da tempo, pare fosse cosa risaputa anche nel piccolo paese di Oltra, frazione di Lamon, in cui vivevano da 13 anni. Non stavano più insieme e vivevano da separati in casa. L’uomo per di più aveva perso il lavoro di recente, circa un mese fa, ed era rimasto disoccupato. La famiglia si reggeva sulle spalle della donna, che invece ha un lavoro stabile.

IL 17ENNE AVEVA LASCIATO GLI STUDI

A trovare i corpi è stata la sorella di 13 anni verso le 17.30, tornando a casa. Ha chiamato i soccorsi e in casa sono arrivati carabinieri e magistrato di turno. I Carabinieri non hanno alcun dubbio sulla dinamica: Vladislao Gaio ha ucciso il 17enne e poi si è ucciso. La pistola da macellazione è una specie di sparachiodi e si può comprare senza autorizzazioni. Dopo i fatti, la madre e la figlia sono state portate in ospedale, in stato di choc, e sono rimaste in osservazione per lungo tempo.
Del figlio Riccardo, scrive il Corriere del Veneto, i testimoni ascoltati dai Carabinieri parlano come di un ragazzo molto solitario e riservato. Dopo le medie si era iscritto in una scuola superiore a Fiera di Primiero, in Trentino, ma aveva abbandonato gli studi. La situazione in famiglia era difficile, forse anche questo ha pesato nella vita di questo giovane ragazzo.

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