Rendere strutturale la collaborazione tra università e imprese per rafforzare la competitività del Paese, accelerare il trasferimento tecnologico e valorizzare ricerca e formazione.
Questo il messaggio emerso dalla seconda edizione di “Alta Formazione, Ricerca e Innovazione: Università e Imprese per la Competitività del Paese”, promossa da CRUI e Confindustria. L’iniziativa, in programma oggi a Roma presso la sede di Confindustria, ha coinvolto il sistema universitario, il mondo delle imprese e numerosi soggetti istituzionali, con l’obiettivo di individuare proposte operative e priorità condivise per rafforzare il contributo della conoscenza allo sviluppo economico e sociale dell’Italia. L’evento ha concluso un percorso di confronto sviluppato negli ultimi mesi attraverso sei tavoli di lavoro dedicati a formazione, innovazione, trasferimento tecnologico, imprenditorialità accademica, proprietà intellettuale, internazionalizzazione dei talenti e dottorati innovativi.
Tra i principali temi emersi dal confronto figurano il rafforzamento delle lauree professionalizzanti e dei raccordi con gli ITS Academy, il sostegno all’imprenditorialità accademica, la valorizzazione dei brevetti e della proprietà intellettuale, il consolidamento dei dottorati innovativi e industriali, l’attrazione e il placement dei talenti internazionali, nonché la necessità di rendere il trasferimento tecnologico una componente strutturale delle politiche universitarie e industriali.
Particolare attenzione al tema dell’innovazione
Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, sul quale università e imprese hanno registrato importanti convergenze. Tra queste, l’esigenza di riconoscere e valorizzare il trasferimento tecnologico nei sistemi di valutazione degli atenei e delle carriere accademiche, rafforzare le strutture dedicate all’innovazione, promuovere strumenti più efficaci di incontro tra domanda industriale e offerta di ricerca e garantire continuità ai dottorati industriali e innovativi oltre la stagione del PNRR. Nel corso della giornata è stato inoltre evidenziato il valore strategico dell’internazionalizzazione e del progetto ‘Italy Calls India’, nato per favorire l’incontro tra studenti internazionali formati negli atenei italiani e il sistema produttivo nazionale, valorizzando competenze già presenti nel Paese e contribuendo ad attrarre nuovi talenti. Un modello, quello immaginato per l’India, che potrebbe essere replicato con altri Paesi partner.
La competitività dipenderà da ricerca e formazione
“La competitività dell’Italia non dipenderà semplicemente dalla quantità di risorse investite nella ricerca o dal numero dei laureati che riusciremo a formare – ha detto Laura Ramaciotti, Presidente della CRUI -. Dipenderà soprattutto dalla nostra capacità di trasformare la conoscenza in sviluppo, facendo lavorare università e imprese come parti di uno stesso progetto per il Paese. Non dobbiamo costruire da zero un rapporto tra università e impresa, ma renderlo più diffuso, più stabile e più capace di generare valore”. “L’incontro di oggi con la CRUI, nella casa delle imprese italiane, conferma un’alleanza strategica tra chi genera conoscenza e chi la trasforma in valore, tra chi forma e chi produce, tra università e imprese. L’obiettivo è rendere questa relazione strutturale a partire dalla condivisione delle nostre riflessioni sui temi chiave, dal rapporto università-ITS alle startup, dall’innovazione ai brevetti, fino ai dottorati industriali e ai progetti sull’internazionalizzazione, come Italy Calls India”. Così Riccardo Di Stefano, Vice Presidente di Confindustria per Education e Open Innovation, secondo cui “È il tempo dei ponti. I ponti che servono all’Italia per affrontare le grandi transizioni – verde, digitale, tecnologica, demografica – non da spettatori, ma da protagonista, ricordandoci chi siamo, una grande tradizione manifatturiera e una grande tradizione accademica”.
Aumentano gli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo
“L’Italia dispone di imprese che continuano ad aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo e di una ricerca pubblica di eccellenza. La sfida, oggi, è trasformare sempre di più questa capacità in brevetti, prodotti processi e servizi innovativi, quindi competitività. I segnali sono incoraggianti: nel 2025 le domande di brevetto di università ed enti pubblici di ricerca sono cresciute di circa il 20%, mentre i dottorati innovativi e industriali hanno superato quota 6.000 grazie al PNRR. Gli investimenti in R&S dei privati crescono al 7% all’anno e cresce l’export”. Così Francesco De Santis, Vice Presidente di Confindustria per Ricerca e Sviluppo, secondo cui “ora occorre consolidare questi risultati, rendendo strutturale la collaborazione tra università e imprese e rafforzando il trasferimento tecnologico. Solo così potremo superare il paradosso italiano di un’eccellente produzione scientifica che spesso non si traduce in innovazione industriale. Va sostenuta anche a livello nazionale la scelta europea di mettere al centro delle politiche per la crescita la competitività legata e la ricerca e innovazione”. Il percorso avviato da CRUI e Confindustria proseguirà nei prossimi mesi attraverso iniziative di approfondimento e gruppi di lavoro dedicati ai temi emersi, con l’obiettivo di tradurre le proposte formulate in azioni concrete e strumenti operativi a supporto delle collaborazioni. In questa prospettiva, università e imprese confermano la comune volontà di rafforzare il dialogo istituzionale e la collaborazione strategica per sostenere innovazione, competitività e sviluppo delle persone, in quanto basi sostanziali del benessere.
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