di Lorenzo Sorrentino
(LaPresse) – La riabilitazione cardiaca non riguarda solo il cuore: può migliorare la qualità della vita, la forma fisica, la fiducia in se stessi e il benessere mentale, riducendo allo stesso tempo il rischio di nuovi problemi cardiovascolari. A sottolinearlo sono le prime linee guida dedicate interamente alla riabilitazione cardiaca della European Society of Cardiology (Esc), pubblicate oggi online sull’European Heart Journal e che saranno presentate al Congresso Esc 2026 il 31 agosto. La riabilitazione cardiaca è un percorso personalizzato pensato per aiutare le persone a gestire una malattia cardiovascolare e a recuperare dopo un evento cardiaco o un intervento chirurgico. Finora le raccomandazioni erano contenute nelle linee guida dedicate a specifiche condizioni, come l’infarto o lo scompenso cardiaco. Il nuovo documento riunisce invece per la prima volta le evidenze disponibili nelle diverse patologie cardiovascolari, definendone benefici, componenti, modalità di erogazione e criteri di applicazione. “La riabilitazione cardiaca è uno dei trattamenti più efficaci nell’assistenza cardiovascolare e produce effetti positivi che vanno oltre quelli ottenibili con i soli farmaci o con la chirurgia”, spiega la professoressa Maria Bäck, presidente della task force che ha elaborato le linee guida.
“Nonostante il numero crescente di persone che vivono con malattie cardiovascolari, è ancora sottoutilizzata in Europa e altrove. Le nuove linee guida offrono l’opportunità di mettere in evidenza i suoi benefici e includono anche informazioni pratiche su come dovrebbe essere attuata, un aspetto che manca in alcune linee guida dedicate a specifiche patologie”. Il percorso viene realizzato da un’équipe multidisciplinare e combina diversi elementi: dall’esercizio fisico al supporto emotivo, fino all’educazione personalizzata. Tra gli obiettivi ci sono anche l’adozione di cambiamenti dello stile di vita che possano essere mantenuti nel tempo e la corretta assunzione dei farmaci prescritti. Il programma, sottolineano gli esperti, deve essere costruito sulle esigenze, le preferenze e le condizioni personali di ciascun paziente, attraverso un processo decisionale condiviso con i professionisti sanitari. “Sebbene oggi le persone vivano più a lungo, questi anni aggiuntivi sono spesso vissuti in condizioni di salute precarie, con un funzionamento fisico e mentale compromesso”, osserva il professor Matthias Wilhelm, anche lui presidente della task force. “Per questo motivo migliorare la riabilitazione è un obiettivo fondamentale dell’Organizzazione mondiale della sanità ed è inserito nel Piano europeo per un cuore sicuro”.
“La riabilitazione cardiaca rappresenta il percorso di ritorno alla vita quotidiana dopo un evento cardiaco importante. Aiuta i pazienti a ritrovare fiducia, indipendenza, benessere fisico e mentale. Allo stesso tempo fornisce alle famiglie conoscenze e sostegno durante un periodo altamente stressante”, sottolinea il professor Dominique Hansen. Le indicazioni raccomandano la riabilitazione cardiaca dopo un infarto e nei pazienti con scompenso cardiaco, ma ne evidenziano i possibili benefici anche in altre situazioni. Tra queste ci sono le cardiopatie congenite e la fibrillazione atriale, il periodo successivo alla sostituzione di una valvola cardiaca e i pazienti oncologici sottoposti a terapie antitumorali associate a effetti collaterali sul cuore. A frenare l’accesso alla riabilitazione cardiaca, in alcuni Paesi, è anche la mancanza di rimborsi. Un ostacolo che, secondo le linee guida, contrasta con le evidenze sulla sua sostenibilità economica: la riabilitazione può consentire di ridurre la spesa sanitaria, grazie al minor numero di anni vissuti in condizioni di cattiva salute. Il messaggio delle nuove linee guida, dunque, è che dopo un evento cardiovascolare non si tratta semplicemente di ‘riparare’ il cuore: la riabilitazione deve accompagnare la persona nel ritorno alla vita quotidiana, intervenendo anche sulla capacità fisica, sulla salute mentale, sull’autonomia e sulla fiducia nel proprio corpo.
