di Lorenzo Sorrentino (*)
Sei al minuto, ogni giorno degli ultimi 50 anni, per un totale di 150 milioni: sono le vite salvate grazie ai vaccini dal 1974 a oggi. “I vaccini sono una delle innovazioni più efficaci e inclusive della medicina. Non solo salvano vite, ma generano valore per l’intera società”, dichiara il presidente di Farmindustria Marcello Cattani in occasione della Settimana europea dell’immunizzazione. Oggi i vaccini proteggono da oltre 30 malattie potenzialmente letali, contribuendo inoltre alla lotta contro l’antimicrobico-resistenza e alla prevenzione di alcune forme tumorali. Non meno rilevante l’impatto economico: secondo alcuni studi ogni euro investito in prevenzione può generare fino a 14 euro di benefici in termini socio-economici. Secondo un’analisi Altems il raggiungimento degli obiettivi di copertura previsti dal Piano di prevenzione vaccinale 2023-2025 comporterebbe una riduzione dei costi sociali fino a 3 miliardi di euro, oltre a un incremento del Pil fino a 10 miliardi.
Molto spesso, però, durante l’adolescenza “si osserva un calo dell’attenzione vaccinale: richiami non effettuati o vaccinazioni raccomandate non completate possono lasciare scoperta una fascia che, per stili di vita e socialità, è più esposta al rischio di infezioni”, sottolinea Rino Agostiniani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip). Altra fase delicata è quella della gravidanza, durante la quale “la donna e il neonato sono particolarmente vulnerabili ad alcune malattie infettive prevenibili con vaccino, spesso associate a elevata morbosità e mortalità”, spiega Rocco Russo, responsabile del tavolo tecnico vaccinazioni della Sip. Nonostante i benefici dell’immunizzazione materna, “questa pratica non è ancora pienamente integrata nella routine assistenziale ed è spesso limitata da barriere culturali e organizzative”, prosegue Russo. È quindi fondamentale “inserire la consulenza vaccinale a pieno titolo nel percorso della gravidanza. In questo processo – conclude – è cruciale il ruolo attivo di ginecologi, ostetriche, pediatri e medici di medicina generale, punti di riferimento per accompagnare le future madri verso scelte consapevoli”.
(*) La Presse
