Roma Capitale

Rifiuti, sette milioni dalla Regione Lazio per la messa in sicurezza della discarica di Santa Apollonia

La Regione Lazio si occuperà della messa in sicurezza della discarica di Santa Apollonia. A deciderlo una delibera di Giunta, su proposta dell’assessore al Ciclo dei Rifiuti, Fabrizio Ghera, che per l’intervento stanzia 7 milioni di euro

La Regione si occuperà direttamente della messa in sicurezza di emergenza, della redazione del Piano di Caratterizzazione, dell’Analisi di Rischio Sito Specifica e dell’eventuale Bonifica o messa in sicurezza permanente. Tale intervento è stato, infatti, riconosciuto come “sito orfano” ed inserito nella misura M2C4, investimento 3.4, del PNRR.

L’importanza strategica del lavoro proposto comporta una previsione di spesa di 7 milioni per il biennio 2026-2027 e l’urgenza di garantirne l’attuazione a tutela della salute pubblica. Si procederà alla messa in sicurezza di emergenza del sito, alla sua caratterizzazione e conseguente Analisi di Rischio sito specifica, al fine di valutare, successivamente, la necessità dell’eventuale bonifica o messa in sicurezza permanente, per un adeguato ripristino ambientale e risanamento urbano dell’area.

«Abbiamo deciso di intervenire direttamente data l’importanza strategica del progetto e l’urgenza di garantirne l’attuazione a tutela della salute pubblica che è una priorità della Giunta regionale. Si tratta di un intervento molto atteso dai cittadini che ha come obiettivo la messa in sicurezza dell’area», dichiara l’assessore Ghera.

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“Partirà a breve una pec (posta elettronica certificata) diretta al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, alla Asl competente del municipio e alla polizia municipale, nella quale chiederemo che si adoperino per un sopralluogo per valutare con urgenza lo stato dell’ex Borghetto degli Artigiani e prendere le dovute precauzioni del caso. In caso di mancata risposta, saremo costretti ad informare l’autorità giudiziaria”. A farlo sapere alla Dire il gruppo spontaneo di cittadini ‘ex Borghetto degli Artigiani’ del municipio V di Roma in merito alla questione riguardante l’estesa area verde compresa tra l’ex Snia Viscosa e l’area del Mausoleo di Sant’Elena, in via dell’Acqua Bullicante, che ieri è stata interessata da un vasto incendio che ha coinvolto rifiuti e plastica. La zona almeno da un paio di anni, riferiscono i cittadini, è abbandonata al degrado ed è diventata zona di spaccio. RESIDENTI ESASPERATI: “LA QUESTIONE VA AVANTI DA DUE ANNI” “Come cittadini abbiamo già presentato un esposto lo scorso primo marzo- raccontano i cittadini alla Dire- ma in realtà la questione va avanti da due anni. Ad agosto 2022 fecero una bonifica nell’area, annunciando che avrebbero realizzato un parco, ma a settembre dello stesso anno si sono insediati i primi occupanti, che hanno trasformato il Borghetto in una vera e propria piazza di spaccio, aperta 24 ore su 24, con tanto di consumo di eroina. A marzo 2023 è stato informato della situazione il Gabinetto del sindaco, a maggio 2023 aveva risposto il Dipartimento ciclo dei rifiuti, prevenzione e risanamento dagli inquinamenti, dicendo che c’era la disponibilità a trasferire al municipio V i fondi per rimuovere i rifiuti. Non è mai accaduto, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte dei residenti”. “OLTRE 50 PERSONE NEL DEGRADO ASSOLUTO, A FEBBRAIO IL PRIMO INCENDIO” Ad agosto 2023 c’è stata la “rimodulazione dei fondi per la sicurezza e tra i quasi 5 milioni che finanziavano 14 progetti- proseguono i cittadini- c’era anche la demolizione degli immobili in via Acqua Bullicante. A dicembre 2023 vengono quindi stanziati i fondi dal ministero dell’Interno, 500mila euro. Ma nel frattempo è accaduto di tutto, perché dentro l’ex Borghetto dormono più di 50 persone e la situazione è di degrado assoluto. A febbraio 2024 scoppia il primo incendio. Nel frattempo a marzo viene ritrovato il cadavere di un 42enne residente nell’area morto di overdose nel bagno di una pizzeria a Torpignattara; un altro uomo, morto sempre per overdose, è stato ritrovato invece all’interno dell’ex Borghetto”. In quel caso a presentare l’esposto ai carabinieri fu il presidente del V municipio, Mauro Caliste. A distanza di pochi giorni i militari della compagnia Roma Casilina entrarono nell’area abbandonata trovando accampati, in quelle che una volta erano le botteghe di fabbri, meccanici e falegnami, 4 persone fra i 30 e i 24 anni, tra cui tre uomini stranieri e una donna italiana, tutte senza dimora e già note alle forze dell’ordine. Dire

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