Economia e Lavoro

Rincari, boom per olio di semi, pasta e riso

I costi alle stelle dellʼenergia provocano ricadute sui consumi e a breve, proprio a ridosso del periodo natalizio, la stangata potrebbe farsi sentire in particolar modo nel settore agroalimentare con un conseguente alleggerimento delle attese tredicesime. LʼUnione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica degli incrementi maggiori nei prezzi dei cibi tipici della dieta mediterranea. In testa l’olio di semi con +17,7%, seguono i frutti di mare (+6%), l’olio l’oliva (+4,7%), la pasta (+4,6%), carne, pesce e vegetali. Gli aumenti riguardano tutto il comparto. A sorpresa emerge che alcuni prodotti fanno segnare una variazione di prezzo negativa, come nel caso della frutta fresca, scesa dell’1% su base annua. Dallo scorso mese di settembre le organizzazioni dei produttori lanciano l’allarme inflazione sui loro costi. A cominciare da Federalimentare e Coldiretti. Ma nessuno si sbilancia in previsioni. Il prezzo delle materie prime e dell’energia – con il petrolio alle stelle – pesano su trasporto e logistica. Secondo le previsioni è possibile un’inflazione a due cifre sugli alimenti ad alta frequenza di acquisto entro la fine dell’inverno.

aggiornamento Pressi del 17 novembre ore 14.02

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