L’amministratore della società che gestisce l’Antico Caffè Greco di Roma, Carlo Pellegrini, è stato citato a giudizio con l’accusa di aver trasferito senza autorizzazione circa 300 opere d’arte e arredi storici in un deposito. Il processo inizierà il 21 gennaio davanti al giudice monocratico della Capitale. La Procura di Roma gli contesta la violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio per la movimentazione di dipinti, sculture, mobili, reperti e preziosi oggetti d’antiquariato appartenenti allo storico locale di via dei Condotti. Si tratta di beni dichiarati di interesse culturale particolarmente importante e considerati parte del patrimonio artistico della città. L’inchiesta risale al 2025, quando i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale sequestrarono numerosi manufatti, apponendo i sigilli ai beni vincolati. Nell’atto del pubblico ministero Claudio Santangelo figurano come parti offese il ministero della Cultura e l’Ospedale Israelitico a Roma.
