Ottanta anni di carcere complessivi per otto imputati. Si è chiuso così, la Tribunale di Roma, il processo a un gruppo di narcotrafficanti attivo nella periferia est della Capitale, in particolare nella piazza di spaccio del Quarticciolo. I giudici hanno riconosciuto l’esistenza di un’organizzazione strutturata e radicata sul territorio, con ruoli ben definiti, basi operative tra Giardinetti, Torre Spaccata e lo stesso Quarticciolo, e legami con ambienti della ’ndrangheta e della criminalità albanese. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il sodalizio gestiva un sistema collaudato composto da fornitori, corrieri e mezzi modificati con doppi fondi per il trasporto della droga. L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e condotta dal Gico della Guardia di finanza, aveva portato nel luglio scorso allo smantellamento della rete. Tra i principali imputati figura Manuel Grillà, 37 anni, soprannominato “Neymar”, ritenuto promotore e organizzatore delle attività illecite: per lui una condanna a 16 anni e sei mesi. Quindici anni sono stati inflitti a Manolo Cori, mentre Antonio Callipari e Andrea Contu sono stati condannati a 10 anni ciascuno. Nove anni ad Alessandro Damiani, considerato responsabile della logistica, e sei anni e sei mesi a Marvin Di Giuseppe, ritenuto gestore delle finanze. Otto anni e 8 mesi sono stati inflitti a Murdaca e 6 anni e 8 mesi a Telilli. Le indagini hanno delineato un’organizzazione trasversale e ben radicata nei quartieri della periferia sud-est, smantellata grazie a una vasta operazione antidroga. Il gruppo importava ingenti quantitativi di cocaina e hashish dalla Calabria e dal Nord Europa, in Olanda, utilizzando sistemi di messaggistica criptata e social network per eludere i controlli e mantenere contatti rapidi con i fornitori. Decisiva la collaborazione con le autorità francesi, che hanno consentito di decifrare parte delle comunicazioni. Proprio da una chat emergeva il riferimento a rapporti con potenti famiglie calabresi. Fondamentali anche le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, che hanno permesso di ricostruire l’intera filiera del traffico, dall’approvvigionamento allo smercio. Il volume d’affari accertato supera i 90 chilogrammi di cocaina e i 40 di hashish.
Emilio Orlando (La Presse)
