Roma Capitale

Roma, la grande bellezza apre per il Giubileo

di Sara Valerio

 

A Roma sono terminati i restauri e le manutenzioni di alcuni dei monumenti più iconici e amati del mondo, rendendo nuovamente fruibili piazze e luoghi storici che erano rimasti chiusi negli ultimi mesi. La città eterna svela il suo lato più ammaliante e maestoso, in grado di meravigliare cittadini e turisti da più di duemila anni, aprendo le porte a migliaia di visitatori per il Giubileo.

Via impalcature e ponteggi da Ponte Sant’Angelo, punto di passaggio dei pellegrini diretti alla basilica di San Pietro. Costruito nel 135 d.C. dall’imperatore Adriano, venne progettato per congiungere la città al mausoleo edificato per sé e per la propria famiglia. Nel Rinascimento furono scolpite le prime statue, quelle di San Pietro e San Paolo. La balaustra e le dieci statue degli angeli con i simboli della passione furono realizzate in piena età barocca da Bernini e dalle sue maestranze. L’artista seicentesco ne scolpì di propria mano soltanto due: l’Angelo con la corona di spine e quello con il titolo INRI, ma papa Clemente IX non volle che opere così belle fossero esposte alle intemperie e le fece spostare nella Chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, dove possiamo ancora oggi ammirarle; al loro posto furono realizzate due copie. La decorazione trasformò di fatto il ponte da semplice collegamento in un vero e proprio percorso di contemplazione: la scenografica parata degli angeli librati nel cielo di Roma sul fondale del fiume e della Cupola di San Pietro, divenne una monumentale via Crucis di grande suggestione.

Conclusi i lavori di restauro anche nella fontana dei Tritoni, di fronte alla basilica di Santa Maria in Cosmedin a piazza Bocca della Verità, uno dei capolavori del barocco romano. Per gli antichi l’acqua era un dono degli dei, nella Roma Barocca, con cascate e spruzzi, diventa un elemento scenografico in cui lo spazio urbano si mescola con la natura.

Liberate dalle impalcature le due fontane di piazza San Giovanni in Laterano e di Santa Maria Maggiore, di fronte alle Basiliche, tornate al loro splendore originario. Parte integrante di contesti urbani di notevole rilevanza monumentale e storico-artistica sono legate al nome di papa Paolo V (1605-1621) sotto il cui pontificato vennero completate. Alimentate dall’Acquedotto Felice, sono idealmente congiunte dall’asse di via Merulana che collega la Basilica lateranense alla Basilica di Santa Maria Maggiore, entrambe mete di pellegrinaggio fin dall’antichità.

A piazza Navona, dopo la riapertura della fontana del Moro e del Nettuno, a distanza di quasi vent’anni dall’ultimo restauro, la fontana dei Quattro Fiumi – insuperabile creazione barocca realizzata dal Bernini per papa Innocenzo X Pamphilj (1644-1655) – torna pienamente fruibile per romani e turisti. Grandiosa rappresentazione simbolica dell’universalismo della Chiesa di Roma, fu realizzata in concomitanza con il Giubileo del 1650. L’ultimo restauro risaliva al 2006-08, mentre nel 2010 erano stati realizzati lavori di impermeabilizzazione della vasca e di restauro dell’obelisco. Alle porte del nuovo Giubileo, si è reso necessario intervenire nuovamente per fare fronte a uno stato di degrado dovuto soprattutto alla presenza di incrostazioni calcaree e patine biologiche legate all’inquinamento atmosferico.

Infine, torna a risplendere Fontana di Trevi, uno dei monumenti più amati al mondo, frequentato da circa cinque milioni di visitatori all’anno, pronti a lanciare la monetina benaugurale nel catino della vasca. A conclusione di una manutenzione straordinaria durata tre mesi, la fontana è ora accessibile secondo una nuova modalità che consente di ammirarla senza il sovraffollamento, fino a un massimo di 400 persone in contemporanea. La sua realizzazione si deve a papa Clemente XII (1730-1740), a seguito di un concorso bandito nel 1732 che vide come vincitore l’architetto Nicola Salvi (1697-1751). Il monumento, concepito come mostra dell’acquedotto Vergine e addossato alla facciata del retrostante Palazzo Poli, è articolato come un arco di trionfo che digrada verso l’ampio bacino con una larga scogliera, vivificata dalla rappresentazione scultorea di numerose piante. Al centro domina la statua di Oceano alla guida del cocchio a forma di conchiglia, trainato dal cavallo iroso e dal cavallo placido, frenati da due tritoni. Rilievi che alludono alla storia dell’acquedotto e figure allegoriche collegate agli effetti benefici dell’acqua decorano, a vari livelli, il monumento. La costruzione viene conclusa da Giuseppe Pannini (c.1720-c.1810) che ne modificò parzialmente la scogliera regolarizzando i bacini centrali.

Nel resto della città sono partiti i lavori di restauro su altri capolavori artistici: i palazzi del Campidoglio, la fontana dell’Aracoeli a piazza Venezia, quella delle Tartarughe a piazza Mattei, la fontana delle Naiadi a piazza della Repubblica, quella di piazza Mazzini e di piazza del Viminale, che termineranno nei primi mesi del 2025.

Non ci resta che avere un po’ di pazienza e attendere la fine dei nuovi cantieri per continuare a riscoprire la rinnovata bellezza, a volte nascosta, a volte dimenticata, della splendida città eterna.

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