I contribuenti che in fase di adesione alla definizione agevolata hanno optato per la rateizzazione del debito, hanno ricevuto la Comunicazione delle somme dovute assieme al piano quinquennale e ai primi 10 bollettini precompilati. Per le scadenze di pagamento, la tolleranza di 5 giornidal vale per tutte le rate. In base a quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate e Riscossione: Per mantenere i benefici della Definizione agevolata (“Rottamazione-quater”) introdotta dalla Legge n. 197/2022, è necessario effettuare il versamento della seconda rata entro il 30 novembre 2023. La norma prevede comunque una tolleranza nel pagamento di cinque giorni, per cui il pagamento verrà considerato tempestivo se effettuato entro martedì 5 dicembre 2023. Le prime due rate sono pari, ciascuna, al 10% del totale dovuto. Le rimanenti 16 si pagano a cadenza trimestrale, a partire dal 30 marzo 2025.
Sulla prima rata il Governo ha incassato il 20% in più di quanto avesse stimato. Grazie a questo tesoretto, dunque, si spera che possa arrivare una dilazione, che tenga conto della vicinanza tra i primi due pagamenti, tra l’altro i più onerosi.
Per le altre rate in scadenza il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2024, si applicano allo stesso modo i cinque giorni cuscinetto. Il superamento delle scadenze comporta l’immediata decadenza dalla rateazione, e la ripresa delle normali attività di riscossione. Ma ci sno anche altre scadenze fiscali oltre alla rottamazione e andiamo a vederle: Cedolare secca. Stessa scadenza è fissata per i locatori, persone fisiche, proprietari o titolari di diritti reali di godimento di unità immobiliari abitative locate, che hanno scelto il regime della cedolare secca, devono pagare il secondo o unico acconto per l’anno d’imposta 2023. Irpef. Le persone fisiche non titolari di partita Iva tenuti ad effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi annuali delle persone fisiche (modelli 730, redditi persone fisiche), che hanno scelto il pagamento rateale effettuando il primo versamento entro il 30 giugno 2023, devono versare la sesta rata delle imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali, con applicazione degli interessi nella misura dello 1,65%. Imu. Entro il 18 dicembre dovrà essere pagato il saldo dell’Imu, Imposta municipale unica. Devono pagare il tributo tutti i soggetti che possiedono fabbricati, escluse le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, aree fabbricabili e terreni agricoli. Ravvedimento speciale. I termini per aderire erano alla sanatoria sono scaduti il 30 settembre, ma un emendamento al decreto legge proroghe rinvia il termine al 20 dicembre 2023. Il ravvedimento speciale consente di regolarizzare le violazioni riguardanti le dichiarazioni validamente presentate fino al periodo d’imposta 2021, purché siano state validamente presentate. L’agevolazione consiste nel pagamento delle sanzioni nella misura di 1/18 del minimo edittale irrogabile.
