Medicina

Salute: boom di mal di gola, come distinguere tra raffreddore, Covid e streptococco

di Margherita Lopes

(LaPresse) – Tra caldo estremo e sbalzi da aria condizionata, in queste settimane di fine estate molti italiani si trovano a fare i conti con il mal di gola. Ma come distinguere tra i ‘soliti sospetti’, ovvero raffreddore, Covid e streptococco? “I sintomi possono darci qualche indicazione, ma non sempre permettono di individuare con certezza le diverse infezioni. Nel comune raffreddore virale predominano generalmente naso chiuso o che cola, starnuti, gola irritata e magari un po’ di tosse, mentre la febbre è spesso assente o modesta”, spiega a LaPresse Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva all’Università Statale di Milano. C’è poi un’altra insidia: “Covid oggi può presentarsi proprio come una comune infezione delle alte vie respiratorie: mal di gola, raffreddore, tosse, febbre, stanchezza, mal di testa e dolori muscolari. La perdita di gusto e olfatto, così caratteristica delle prime fasi della pandemia, è possibile ma molto meno indicativa rispetto al passato. Per questo, soprattutto se si hanno contatti con persone anziane o fragili, davanti a una sintomatologia respiratoria significativa può essere prudente considerare l’esecuzione di un test”, suggerisce il virologo. Diverso è il sospetto di faringotonsillite da streptococco: “Un problema più frequente nei bambini e nei ragazzi, ma possibile anche negli adulti. Febbre, mal di gola intenso a insorgenza piuttosto brusca, tonsille arrossate o con essudato e linfonodi del collo dolenti, soprattutto in assenza di tosse e raffreddore, possono orientare verso lo streptococco. Ma attenzione: le placche da sole non bastano per dire che si tratta di un batterio: anche alcune infezioni virali possono provocarle – chiarisce Pregliasco – Quando il sospetto è concreto, la conferma va fatta con la valutazione medica e, quando indicato, con il tampone”.

Un altro elemento utile è l’andamento nel tempo. “Un comune episodio virale tende progressivamente a migliorare. Se invece dopo alcuni giorni la febbre rimane elevata, il dolore alla gola aumenta, compare difficoltà a deglutire o respirare, oppure dopo un iniziale miglioramento si verifica un nuovo peggioramento, è bene farsi valutare”, raccomanda il virologo. Quindi niente diagnosi fai da te, magari “basata sul colore della gola dolente o sulla presenza delle placche. E, soprattutto, niente antibiotico preso dal cassetto di casa: l’antibiotico serve nelle infezioni batteriche appropriate, non contro raffreddore, Covid e le altre virosi respiratorie”.

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