Medicina

Salute: Scapagnini, 3 alleati contro infiammazione e invecchiamento

di Margherita Lopes (*)
Roma, 12 giu. (LaPresse) – Un fuoco silenzioso minaccia la nostra salute. “L’infiammazione cronica di basso grado è uno dei grandi acceleratori dell’invecchiamento e di molte patologie dell’età adulta. Ma attività fisica, alimentazione e sonno possono contrastarla e aiutarci sulla strada della longevità sana”. Parola di Giovanni Scapagnini, biochimico e studioso di fama internazionale dei meccanismi della longevità, tra i protagonisti di Lipedema Experience, l’appuntamento dedicato alla salute e al benessere in corso alla Fiera di Roma. Quali sono le strategie più potenti che abbiamo? “Al primo posto metterei senza dubbio il movimento e la lotta alla sedentarietà. Al secondo una nutrizione sana, che richiama molto da vicino i principi della dieta mediterranea. Al terzo il sonno, spesso sottovalutato ma fondamentale: dormire bene e a sufficienza è uno dei più potenti alleati della salute. Attività fisica, alimentazione e sonno sono i tre pilastri su cui costruire un invecchiamento sano e una migliore qualità della vita”, sottolinea lo specialista. “L’invecchiamento è un processo complesso e non può essere spiegato soltanto dall’infiammazione, ma l’infiammazione cronica di basso grado rappresenta certamente uno dei principali denominatori comuni di molte patologie legate all’età. È un fenomeno che accelera il deterioramento dell’organismo e che può essere favorito da diversi fattori: il declino del sistema immunitario, la disbiosi intestinale, l’accumulo di grasso viscerale, alterazioni metaboliche e la presenza di cellule senescenti, che sono vere e proprie sorgenti di infiammazione”, dice Scapagnini.
Cosa deve insospettirci? “Stanchezza persistente, maggiore difficoltà a gestire lo stress, dolori muscolari e articolari, recupero più lento dopo gli sforzi e disturbi del sonno. A questi si possono aggiungere alterazioni metaboliche come aumento del peso, variazioni della glicemia o del colesterolo. Sono segnali che meritano attenzione perché possono raccontare molto dello stato di salute dell’organismo”, dice lo specialista. L’attività fisica provoca una risposta infiammatoria acuta. Come si spiega allora il suo potente effetto antinfiammatorio nel lungo periodo? “La spiegazione è racchiusa in un concetto biologico affascinante: l’ormesi. Una piccola dose di stress può produrre un grande beneficio. L’esercizio fisico moderato – chiarisce Scapagnini – induce una lieve risposta infiammatoria che attiva meccanismi di adattamento e riparazione. Nel tempo questi processi rendono l’organismo più efficiente e più resistente”.
“Il muscolo, inoltre, si comporta come un vero organo endocrino e produce sostanze chiamate miochine, capaci di ridurre l’infiammazione sistemica e migliorare numerosi parametri di salute”. Camminare ogni giorno può davvero fare la differenza? “Oggi sappiamo che anche 6.000 passi al giorno possono produrre benefici significativi, soprattutto nelle persone più avanti con l’età”, assicura. “Naturalmente la camminata va integrata, quando possibile, con esercizi di forza, equilibrio e mobilità”. Attenzione: “La salute non dipende da interventi straordinari, ma dalla somma di piccoli comportamenti ripetuti ogni giorno. È la costanza, molto più della perfezione, a fare la differenza nel tempo”, conclude lo specialista.
(*) La Presse

Related posts

Meningite B e HPV, in Italia coperture insufficienti negli adolescenti

Redazione Ore 12

FARMACIA DEI SERVIZI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE A PHARMEXPO SI FA IL PUNTO SULL’ATTUALITÀ

Redazione Ore 12

Malattie rare, assegnati riconoscimenti

Redazione Ore 12