Economia e Lavoro

Sangalli (Confcommercio): “Consumi ancora deboli. Meno tasse e più fiducia per rilanciare l’economia”

 

Nel suo intervento nel corso della conferenza di apertura del ventiquattresimo Forum di Confcommercio, il presidente della Confederazione Sangalli (Nella foto) ha parlato di alcuni temi fondamentali dell’attuale scenario politico ed economico: la questione dei dazi, l’andamento dei consumi, le prospettive di crescita e la risorsa del  turismo. La parziale apertura degli Stati Uniti sui dazi? “Una buona notizia”, ha detto Sangalli, “ma non basta. Le oscillazioni di politica economica lasciano strascichi. Ora bisogna tornare a stabilità e fiducia. Perché senza fiducia, non ripartono né i consumi né gli investimenti”. “Servono, con urgenza, negoziazione, dialogo, compensazioni, per scongiurare il rischio di compromettere le prospettive di crescita in un contesto economico già fragile”. Ed è la domanda interna a preoccupare. “Anche alla fine del prossimo anno, i consumi non saranno tornati ai livelli del 2007. Servono meno imposte per il ceto produttivo. E bisogna farlo adesso”.

Un passaggio chiave dell’intervento del presidente è arrivato sul Documento di finanza pubblica, che fotografa una crescita fragile (solo +0,6% nel 2025): “Serve impulso a riforme e investimenti. Ma per farlo, è imprescindibile razionalizzare la spesa pubblica e rendere strutturali gli incentivi che stimolano produttività e occupazione. Far emergere nuova base imponibile e rendere strutturali quegli incentivi che stimolano occupazione e produttività, come la deduzione rafforzata del costo del lavoro e la cosiddetta Ires premiale”. Lo sguardo si allarga poi al commercio internazionale: “Dobbiamo passare dal free trade al fair trade. Serve un commercio equo, regolato, rispettoso delle specificità economiche e socialiÈ una sfida che impone all’Europa e all’Italia di rafforzare la capacità negoziale, ma anche di costruire politiche economiche che sostengano le imprese senza rinunciare alla valorizzazione di nuovi mercati”. 

tra i nodi strategici, il più urgente è quello energetico: “I prezzi sono ancora troppo elevati. Le imprese del terziario pagano bollette salatissime: +53,5% per l’elettricità, +88,2% per il gas rispetto al 2019. Le misure attuali non bastano. Serve un intervento strutturale, a partire dall’efficienza, dalle rinnovabili e anche dal nucleare sostenibile, per il quale recentemente il Governo ha varato la legge delegaMa anche dalla revisione complessiva di tutte le componenti fiscali e parafiscali che gravano sulle bollette energetiche”. Nonostante tutto, Sangalli ha lasciato spazio all’ottimismo: “Inflazione sotto controllo, occupazione ai massimi e redditi reali in aumento sono segnali incoraggianti. E con un nuovo taglio dei tassi da parte della BCE, si rafforzerebbero queste luci in uno scenario denso di ombre”. Le previsioni? “Per il 2025 stimiamo una crescita del PIL allo 0,8% e dei consumi all’1,2%”.

Infine, il presidente di Confcommercio ha lanciato un messaggio chiaro sul fondamentale ruolo del turismo e dei servizi di mercato: “Sono il motore della crescita. Negli ultimi trentacinque anni, tutta la nuova occupazione è venuta da qui. Non possiamo permetterci di trascurarlo”.

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