Ha piovuto tanto al Nord e ora tocca al Centro-Sud. Abbiamo chiesto ad Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it cosa succederà nei prossimi giorni.
In settima tutta l’Italia sperimenterà un clima autunnale con un graduale, ma sensibile abbassamento delle temperature e precipitazioni via via più intense e diffuse.
Potrebbe entrare nel dettaglio?
Certamente. L’intensa perturbazione che ha colpito il Nord nella giornata di domenica, nelle prossime ore abbandonerà lentamente il Nordest con le ultime piogge e farà piovere diffusamente al Centro-Sud con precipitazioni che potranno risultare abbondanti su Lazio, Campania, Abruzzo, Molise, Calabria tirrenica e Sicilia. I venti inizieranno a disporsi dai quadranti settentrionali (Maestrale).
Pioverà ancora?
Sì. Dopo questa fase di maltempo il nostro Paese sarà in attesa dell’arrivo di una seconda perturbazione, infatti martedì il tempo sarà in prevalenza soleggiato, mentre da mercoledì pomeriggio ecco che le regioni del Nord ritorneranno a vedere la pioggia. Ciò è dovuto all’arrivo di un ciclone di stampo autunnale; alimentato da aria piuttosto fredda in quota, il vortice provocherà un deciso abbassamento delle temperature. Il centro depressionario interesserà l’Italia soprattutto nelle giornate di giovedì e venerdì con precipitazioni diffuse, spesso sotto forma di temporale o anche nubifragio che dal Nord si porteranno rapidamente verso il Centro e il Sud.
Oltre alle piogge tornerà pure un clima più freddo?
Direi di sì. I dati appena arrivati indicano che la perturbazione autunnale collegata al ciclone lascerà l’Italia già nel corso del weekend 14-15, ma il suo transito ci farà piombare in pieno autunno. Giovedì e Venerdì le temperature potranno perdere anche 15°C con valori massimi anche sotto i 20°C al Centro-Nord.
Forse è prematuro per essere ai primi di settembre, ma speranze di neve ce ne sono?
Certamente. Il crollo delle temperature favorirà inoltre l’arrivo della neve sulle Alpi; giovedì i fiocchi potranno cadere fin sotto i 1800 metri sul Trentino Alto Adige e a 1200-1300 metri sui confini alpini e zone vicine. Venerdì la quota è attesa in ulteriore calo, segnatamente sul Triveneto.
