Si comunica, nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) e al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente tutelato che nei giorni scorsi, a seguito di un’attività d’indagine scaturita da una segnalazione, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Guidonia Montecelio (RM), con l’ausilio di personale dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sant’Angelo Romano (RM), hanno accertato gravi violazioni ambientali e urbanistiche in un cantiere edile.
L’ispezione ha permesso di individuare un imponente fabbricato in corso di realizzazione, articolato su tre livelli (seminterrato, piano terra e primo piano), per una superficie complessiva di circa 600 m² e un’altezza massima di 10 metri. La struttura, realizzata in cemento armato e laterizi, è risultata totalmente priva dei necessari titoli abilitativi previsti dalla normativa vigente.
Oltre alle violazioni urbanistiche, è stato accertato l’interramento illecito di rifiuti da demolizione e scarti edili (calcinacci) lungo il perimetro dell’edificio, utilizzati impropriamente come materiale di riempimento fino a una profondità di circa mezzo metro. L’intera area e l’immobile sono stati sottoposti a sequestro giudiziario.
Le condotte accertate hanno determinato una plurima lesione di interessi pubblici primari tutelati dall’ordinamento. La costruzione di un edificio di tali dimensioni, in assenza delle valutazioni dei competenti uffici sui calcoli strutturali e delle necessarie autorizzazioni sismiche, rappresenta un potenziale pericolo per la stabilità del manufatto e per la sicurezza del territorio.
L’intervento edilizio abusivo risulta inoltre realizzato in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. Tale edificazione altera in modo irreversibile il decoro e l’assetto del territorio, compromettendo il patrimonio ambientale tutelato dall’articolo 9 della Costituzione, che la legge è chiamata a preservare. Inoltre, l’attività edilizia priva di controllo comunale ostacola la corretta pianificazione del territorio e il rispetto degli standard urbanistici previsti per la collettività.
Il proprietario dell’area e del manufatto è stato deferito all’Autorità Giudiziaria competente per diverse fattispecie di reato, ai sensi della normativa vigente (D.P.R. 380/2001, D.Lgs. 42/2004 e D.Lgs. 152/2006), nonché per il reato di gestione illecita di rifiuti e per le violazioni delle norme tecniche sulle costruzioni.
La normativa prevede inoltre il ripristino dello stato dei luoghi: l’Amministrazione comunale dovrà ordinare al responsabile la demolizione delle opere abusive e il ripristino dell’area a proprie spese. In caso di inottemperanza, la demolizione potrà essere eseguita d’ufficio dall’Ente territoriale, con addebito dei costi all’indagato, e potrà altresì essere disposta l’acquisizione degli immobili al patrimonio comunale.
Nel parallelo procedimento relativo ai rifiuti non pericolosi, l’indagato dovrà provvedere, a propria cura e spese, al corretto conferimento degli stessi, oltre al pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 6.750,00 euro.
I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri svolgono quotidianamente attività di controllo del territorio, finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati a danno dell’ambiente e dell’integrità degli ecosistemi.
I cittadini, a tutela del territorio e del patrimonio naturalistico, sono invitati a segnalare ai Carabinieri Forestali eventuali violazioni ambientali e paesaggistiche, anche tramite il numero gratuito di emergenza ambientale 1515, al fine di consentire un tempestivo intervento a difesa dei beni tutelati dalla Costituzione e contrastare comportamenti illeciti che possano arrecare danno alle risorse ambientali o alla salute pubblica.
