Oltre 135 milioni di euro di fondi europei saranno destinati dalla Regione Sardegna, nel periodo 2026-2029, a misure contro spopolamento, povertà e disuguaglianze sociali, con interventi su servizi, famiglie e inclusione.
La programmazione, varata dalla giunta guidata da Alessandra Todde, punta a rafforzare il welfare e a creare condizioni per favorire la permanenza dei residenti nell’Isola. “Governare la Sardegna significa garantire alle persone il diritto di costruire il proprio futuro nella propria terra”, ha dichiarato la presidente. “Con queste risorse mettiamo in campo interventi per sostenere le famiglie e migliorare l’accesso ai servizi”.
Nel dettaglio, sono previsti 10 milioni per i buoni sanitari, 34 milioni per progetti di inclusione sociale, 30 milioni per il trasporto pubblico dedicato a studenti e persone con disabilità, altrettanti per il sostegno all’abitare e agli affitti, 10 milioni per i servizi per l’infanzia e oltre 12 milioni per attività sportive e inclusive rivolte ai minori.
A queste misure si aggiungono il rafforzamento dei servizi sociali territoriali e la formazione degli operatori del 118, oltre al Reddito di inclusione sociale per le famiglie più fragili.
Sul fronte dello spopolamento, la Regione conferma e potenzia gli incentivi: contributi per la prima casa nei piccoli comuni, assegno di natalità fino a 600 euro mensili per il primo figlio e sostegni fino a 20 mila euro per l’avvio di attività economiche.
“Il nostro obiettivo è costruire una Sardegna in cui vivere, lavorare e crescere una famiglia siano scelte possibili senza dover lasciare il territorio”, ha concluso Todde.
