Due le vittime accertate, tre i dispersi e decine i feriti provocati dall’onda d’urto dell’esplosione
Due vittime accertate e tre dispersi, e sono almeno venti i feriti ricoverati a seguito dell’esplosione in un deposito carburanti Eni a Calenzano, in provincia di Firenze. Sei persone sono ricoverate a Careggi, di cui quattro in osservazione breve intensiva. Molto gravi le condizioni di un paziente a Pisa. Altri due sono ricoverati sempre a Pisa, altri tre sono stabili in osservazione all’ospedale di Prato. Secondo una prima ricostruzione, l’esplosione sarebbe avvenuta durante le fasi di carico del carburante all’interno di un’autocisterna. L’esplosione avrebbe poi innescato anche gli altri mezzi in sosta. Tre i consulenti nominati dal Procuratore di Prato, Luca Testaroli.
Una delle due vittime accertate si chiamava Vincenzo Martinelli, 63 anni, di Napoli, era il conducente di un’autobotte rimasta coinvolta nell’esplosione. Mancano all’appello anche un operaio di Novara, 49 anni, uno di Catania, 57 anni, uno nato in Germania ma residente in Italia, 45 anni, e un operaio di Matera, 45 anni. Tanti poi i feriti. Sono infatti 20 le pers9ne medicate ed assistite dopo l’incidente un bilancio che va dunque ad aggiungersi ai due morti ed ai tre dispersi. In una nota la Regione Toscana informa che 6 persone sono attualmente in cura a Careggi, di cui 4 in osservazione breve intensiva, un paziente in situazione molto grave in corso di trasferimento a Pisa per ustioni estese, un altro paziente ricoverato in subintensiva con trauma cranico. A questi si aggiunge un ferito con gravi ustioni ricoverato sempre a Pisa, mentre altre 3 persone sono stabili in osservazione all’ospedale di Prato. “Le squadre dei vigili del fuoco stanno verificando il possibile coinvolgimento di altre persone rispetto a quelle segnalate, oltre alle 2 vittime e ai feriti che abbiamo soccorso immediatamente. Stiamo verificando nell’area il possibile coinvolgimento di altre persone, i vigili del fuoco opereranno anche di notte fino a quando vi sarà necessità di verificare e intervenire anche per la messa in sicurezza“. È quanto spiega il portavoce nazionale dei vigili del fuoco, Luca Cari, durante un sopralluogo a Calenzano, allo stabilimento Eni.
Dalle valutazioni emerse da Arpat “non emerge la necessità di proporre ai sindaci dei Comuni interessati l’adozione di provvedimenti limitativi del consumo di prodotti agricoli locali. Saranno comunque effettuati accertamenti sui reflui ed eventuali problematiche di natura ambientale” a seguito dell’esplosione. Lo specifica la Regione in una nota.
Oltre 300 telefonate hanno raggiunto, questa mattina, la sala operativa operativa protezione civile comunale subito dopo l’esplosione nel deposito Eni. “Tanti erano impauriti – hanno spiegato dalla sala operativa – e chiedevano cosa fosse successo. L’impatto sulla viabilità del Comune di Firenze è stato contenuto e gestito tramite adeguamento dei tempi degli impianti semaforici ove necessario e invio di pattuglie nella zona nord della città per i punti più critici. Siamo pienamente disponibili nei confronti dei territori colpiti per collaborare oggi e nell’immediato futuro per i danni causato da questo incidente. Abbiamo inoltre offerto il nostro sostegno per dare un supporto psicologico, in questo momento difficile, a quanti sono rimasti coinvolti”.
Intanto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, proclama per mercoledì prossimo il lutto regionale per le vittime dell’esplosione. L’annuncio arriva al termine della riunione di oggi della Giunta regionale. “Le bandiere degli edifici della Regione saranno esposte a mezz’asta per l’intera giornata e verranno listate a lutto”, spiega il governatore Giani che invita gli enti locali e gli enti decentrati dello Stato che hanno sede in Toscana ad aderire alla giornata di cordoglio. “Basta morti sul lavoro: Cgil Firenze, Cisl Firenze Prato e Uil di Firenze proclamano uno sciopero generale provinciale di 4 ore, a fine turno, per mercoledì 11 dicembre con manifestazione dalle 14.30 alle 16.30 in una area a Calenzano da definire“. “Cgil, Cisl, e Uil di Firenze esprimono dolore per la tragedia, cordoglio per le vittime, vicinanza ai feriti e ai familiari, gratitudine verso i soccorritori, oltre a tanta rabbia per quello che è successo– aggiungono le organizzazioni- siamo di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro con dimensioni e risvolti ancora da capire su vari fronti. Quello che è successo è inaccettabile, attendiamo il lavoro degli inquirenti per fare luce sulle modalità di quanto accaduto. Senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita”. Poi il Sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani. : “Ho visto una scena impressionante, c’è una distruzione totale. Immagino chi era lì a lavorare ed era lì vicino o sotto le infrastrutture di ricarica, quello dev’essere apparso come un inferno. La situazione è indescrivibile. Noi sappiamo che stamani nell’azienda erano stati effettuati 35 accessi”. “Nel piazzale esterno dello stabilimento c’era stato un episodio di incendio di un’autocisterna diversi anni fa, ma fino a ieri all’interno non si erano mai verificati episodi di questo tipo”, ha aggiunto Carovani.
