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Scuola: cala ancora la dispersione, ma è allarme matematica tra bimbi primarie

di Laura Pirone (*)

Cala ancora la dispersione scolastica in Italia che nel 2025 scende all’8,2% e la cui stima è del 7,3% per il 2026. Il rapporto Invalsi restituisce la foto delle scuole italiane e scatta l’istantanea delle difficoltà: è allarme matematica tra gli alunni della primaria. In Matematica, infatti, quasi un bambino su 4 che frequenta la scuola primaria non raggiunge il livello base in matematica: rispetto al 2025, si registra un calo di circa tre punti nella percentuale di bambini e bambine che raggiungono almeno il livello base nei due gradi osservati (per la seconda classe della primaria: 67% nel 2025; 64% nel 2026. In quinta primaria: 66% nel 2025; 63% nel 2026).

Parla di risultato “straordinario” il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, parlando del calo della dispersione scolastica. A lui si aggiunge anche la premier, Giorgia Meloni: “I dati Invalsi 2026 dicono una cosa semplice, e bella: oltre 520.000 ragazzi che rischiavano di lasciare la scuola, non l’hanno fatto. L’abbandono scolastico era all’11,5% nel 2022. Oggi è al 7,3%. Abbiamo superato, con anni di anticipo, l’obiettivo Ue del 9% per il 2030”.

Alle superiori, la percentuale di studenti e studentesse che raggiunge almeno il livello di adeguatezza in Italiano sale dal 52% del 2025 al 54% del 2026, con progressi in tutte le macro-aree. Gli studenti delle seconde classi presentano un tasso pressoché invariato: in Italiano il 62% degli studenti raggiunge almeno il livello base (pressoché invariato rispetto al 2025: 61%).

Anche in Matematica si registra un miglioramento diffuso a livello nazionale: si passa dal 49% del 2025 al 52% del 2026, con il Mezzogiorno che mostra i segnali più incoraggianti: il Sud cresce dal 40% al 45% e il Sud e Isole dal 38% al 41% rispetto al 2025.

Sempre in Matematica si osserva un leggero miglioramento rispetto al 2025 della quota di studenti che raggiunge il livello base: il dato nazionale passa dal 54% del 2025 al 55% del 2026, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese.

Per quanto riguarda le scuole medie, la secondaria di primo grado, nel 2026 la quota di studenti che raggiunge risultati almeno adeguati, ossia in linea con quanto stabilito dalle Indicazioni nazionali, in Italiano si attesta al 57% (59% nel 2025), mentre in Matematica la quota è del 55% (56% nel 2025), con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese, ma con andamento simile.

“Dal 2022 a oggi abbiamo recuperato 520mila ragazzi che non andavano più a scuola, che abbandonavano la scuola”, ha commentato e se le stime del 7,3% per il 2026 sarà confermato “l’Italia si collocherà fra i Paesi più virtuosi: supererà Olanda, Danimarca, Finlandia, Estonia e Germania, che invece è in costante peggioramento”.

“Nel 2020 l’Italia aveva fallito l’obiettivo europeo del 10%. Noi abbiamo ampiamente superato l’obiettivo Pnrr 2026 del 10,2% e quello europeo del 9% per il 2030 – ha affermato – Parliamo di 520.000 ragazzi che hanno un futuro, tolti dalla strada e dal divano, sottratti al lavoro nero e, in alcuni casi, anche alla criminalità”.

Resta “quel puntino rosso” segnato a Prato “con dispersione e abbandoni pazzeschi”. “In certe scuole addirittura, il 70% degli studenti cinesi abbandona la scuola, bisogna intervenire – ha sottolineato – La Toscana, dati Istat, è l’unica regione in controtendenza, e supera la Campania in dispersione che, sempre dati Istat ha risultati straordinario”.

(*) La Presse

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