di Giuliano Longo
Dopo le prime bombe sui caschi blu dell’Unifil e il successivo attacco di ieri ,, il ministro della Difesa Guido Crosetto li ha definiti “Un crimine di guerra”. Definizione tagliente, perché implica che Benjamin Netanyahu sia un criminale di guerra.
Come d’altronde sostiene il Procuratore capo del Tribunale penale internazionale,che proprio ipotizzando l’esistenza di crimini di guerra, ha chiesto l’emissione di mandati di cattura a carico di Netanyahu e del ministro della Difesa Yoav Gallant per quanto riguarda Israele, e a carico di Yahya Sinwar e degli ora defunti Mohammed Deif e Ismail Haniyeh per Hamas.
Ieri, poi, è arrivato il secondo colpo di Israele sugli uomini di Unifil. Con altri feriti, anche gravi. L’Unione Europea, la bella addormentata nel bosco della politica internazionale, ha sollevato faticosamente una palpebra e per bocca del portavoce (i commissari non si sprecano con queste minuzie) per la politica Estera Peter Stano il quale ha fatto sapere che le bombe israeliane sono una violazione del diritto internazionale e di quello umanitario.
Da notare che alla missione Unifilpartecipano 16 ( Paesi europei, ma questo è irrilevante. D’altra parte che avrebbe potuto dire Stan, dopo che il portavoce della missione stessa, Andrea Tenenti, aveva detto: “La situazione è chiara: se nei mesi passati ci sono stati scontri, in questo caso sembrano attacchi voluti e deliberati contro l’Unifil da parte dell’Idf, l’esercito israeliano. Noi… continueremo a rimanere qui. Perché siamo qui con un mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e non è pensabile che un membro dell’Onu possa prevalere sul Consiglio stesso. Attaccare una missione di pace è una violazione chiara del diritto internazionale e umanitario”.
Ma primi ministri, ministri, commissari, dov’erano mentre Israele sterminava 42 mila ( civili palestinesi per dare la caccia ai terroristi di Hamas? Un altro esempio di violazione del diritto internazionale umanitario sono gli 800 morti in un anno in Cisgiordania, ammazzati non solo dai soldati israeliani ma anche dai coloni, opportunamente armati da tempo.
Dov’era di frontr ai 2.000 (duemila) libanesi morti nell’ultimo anno, neanche un fiato per una strage perpetrata in nome di un “diritto a difendersi” di Israele che a quanto pare non ha limiti.
D’altra parte cosa potevano dire quando Netanyahu ha insultato tutta l’Onu, definendola “una palude di antisemiti”, quindi sparare sui sui caschi blu non è un gran peccato, dal suoi punto di vista.
Netanyahu: prendere a calcio i caschi blu per farli andar via e fare del Sud del Libano terra bruciata come ha già fatto a Gaza. Sarebbe la realizzazione, nel sangue e nella morte, del “Grande Israele”di cui fu paladino il maestro politico di Netanyahu, quell’Yitzhak Shamir che guidò il Likud prima di lui e che da giovane era stato un esponente importante tra i terroristi sionisti della Banda Stern.
Israele ore ha toccato i nostri soldati el’Italia per prima ha drizzato la schiena , viste le risorse di uomini e mezzi che da molti anni investe nella missione. Non si possono prendere ordini da Netanyahu, come ha giustamente detto il ministro Crosetto . Allora e difendiamo quella trincea di pace e di dignità nazionale che abbiamo sacrificato, non solo al macellaio israeliano, ma anche ai suoi sostenitori di Washington.
aggiornamento la crisi mediorientale ore 13.52
