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Siccità, dall’Anbi un bollettino drammatico: “Nord compromesso, deficit pluviometrico da un anno”

landscape of dry earth ground and viaduct, extreme drought in Entrepenas reservoir, in Guadalajara, Castilla, Spain Europe

La perdurante emergenza idrica sull’Italia, ma soprattutto le sue preoccupanti prospettive, non solo stanno facendo emergere i primi, evidenti attriti fra portatori d’interesse concorrenti, ma obbligano a cambiare la percezione ambientale del Paese, visto che in cima alla classifica delle regioni siccitose c’è la Valle d’Aosta, una volta lussureggiante e dove le portate della Dora Baltea sono in caduta verticale. Ad indicarlo è il report setimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.
La situazione nel Nord Italia pare irrimediabilmente compromessa a causa del deficit pluviometrico, delle alte temperature e dell’insufficiente manto nevoso, destinato a sciogliersi entro breve, senza rimpinguare significativamente le falde e senza incidere sulle disponibilità irrigue. Il deficit idrico del Paese si protrae dalla scorsa primavera e ha raggiunto il suo apice in questo inverno estremamente secco. Zone siccitose, oltre alle valdostane, sono individuabili in Piemonte, Nord Emilia, Veneto Sud-Orientale, Lazio, Sardegna, Sicilia Sud-Orientale (fonte: Protezione Civile); sull’Italia settentrionale, le piogge cadute finora in questo Marzo sono state quasi ovunque pari a zero. Ne sono conseguenza i decrementi nei volumi idrici, trattenuti nei grandi laghi, tra cui l’Iseo al 6,4% ed il Lario addirittura al 5,9% del riempimento con l’emissario, fiume Adda, che segna il record negativo del decennio. Restando in Lombardia, le riserve idriche segnano un deficit del 56,8% (7 giorni prima era a -53,5%) ed il manto nevoso è inferiore del 68% alla media. Lungo tutta l’asta continua a decrescere anche il fiume Po, che scende ai minimi da 30 anni, mancando all’appello oltre 100 milioni di metri cubi di portata.
“E’ l’ulteriore conferma della necessità di dotare i territori di infrastrutture multifunzionali, che abbinino la salvaguardia idrogeologica alla necessità di stoccare riserve idriche per i momenti di bisogno – ha commentato Massimo Gargano, direttore generale di ANBI – Per il Sud Italia, il nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica presenta 222 progetti di manutenzione straordinaria sulla rete idraulica e su 45 bacini, nonchè la realizzazione di 4 nuovi invasi ed il completamento di altri 6. L’investimento indicato è di circa 1 miliardo e 900 milioni di euro, capaci di attivare quasi 9.500 posti di lavoro”.

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