Cronaca

Sicurezza sul lavoro, una prima settimana di marzo da dimenticare

di Wladymiro Wysocki (*)

Il mese di Marzo, appena iniziato, già fa registrare due morti sul lavoro facendo riaccendere così la gravità delle carenze di sicurezza dei luoghi di lavoro.

Il 3 marzo, a Guidonia Montecelio, rimane vittima Fabrizio Casafina di 57 anni schiacciato dal pesante cancello d’ingresso in ferro della ditta di trasporti presso la quale lavorava.

L’incidente mortale è avvenuto mentre stava aprendo il cancello scorrevole quando improvvisamente gli cade addosso.

Su disposizione della procura di Tivoli, la salma è stata trasferita all’istituto di Medicina legale dell’università La Sapienza di Roma per effettuare l’autopsia.

Il 4 marzo al porto di Catania muore un operaio schiacciato da un container a bordo di una nave.

La vittima è Vincenzo Giova, 52 di Napoli, mentre era imbarcato sulla nave Eurocargo Ravenna-Palermo.

Dalle prime ricostruzioni l’uomo rimane vittima dovuta alla caduta del container durante le manovre di carico e scarco delle merci.

Rabbia, dolore, indignazione per le continue morti sul lavoro che non cessano di accadere da nord al sud, per ogni settore lavorativo.

Servono controlli, serve una formazione vera ed efficace, servono addestramenti, urge il rispetto della normativa vigente in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro che stenta a prendere piede nella corretta applicazione e mentalità di tutti.

Ormai non si hanno più le parole per esprime l’allarme e l’angoscia per i drammi quotidiani che colpiscono coloro che stanno lavorando, per la grave insufficienza delle condizioni di sicurezza per chi lavora.

Urge un impegno di carattere straordinario di tutti atto a un intervento rapido di salvaguardia.

La sicurezza sul lavoro è sempre più un tema centrale nel dibattito pubblico che non deve riaccendersi solamente a ridosso di eventi tragici a discapito della vita umana.

Dobbiamo lavorare mettendo al centro dei tavoli istituzionali strumenti efficaci mirati a una vera prevenzione senza giri di parole o limitandosi alle manifestazioni di piazza, che non salvano le vite umane.

La prevenzione deve essere nei luoghi di lavoro coinvolgendo i lavoratori, i datori di lavoro collaborando insieme nella stesura delle procedure corrette di lavoro con prove di addestramento verificandone la fattività delle lavorazioni in sicurezza.

La sicurezza sul lavoro non deve limitarsi a una formazione fittizia, il più delle volte ferma a una spiegazione di leggi o di temi generali, ma una vera partecipazione dei lavoratori dove si mira al coinvolgimento nelle aule formative.

Dobbiamo cambiare il metodo e la visione di una sicurezza troppo statica e finalizzata alla pura ottemperanza normativa.

Una materia complessa e spesso di difficile comprensione la dobbiamo rendere semplice e facilmente comprensibile a tutti, affinchè ogni lavoratore possa essere coinvolto e soprattutto spronato in prima persona in un cambio radicale di mentalità così da rieducarlo al lavoro sano, corretto e sicuro.

La divulgazione della cultura della sicurezza deve essere il nostro obiettivo finalizzato alla riduzione di incidenti e infortuni che ormai sono una piaga sociale del nostro Paese.

 

 

 

(*) Esperto di sicurezza sul lavoro

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