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Siria. Non c’è pace per i Curdi. Turchia e l’HTS li vogliono disarmare

 

La Turchia ha radunato le forze al confine tra Turchia e Siria, smantellato il muro di confine tra la Turchia e Kobani, controllata dalle milizie curde, mentre aumentato gli attacchi dei droni nella campagna di Manbij prima di una potenziale invasione turca in Siria.

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato che la Turchia non avrà bisogno di intervenire in Siria se HTS affronterà “correttamente” le sue preoccupazioni con le SDF, ma il 13 dicembre aveva dichiarato che l’obiettivo strategico di Ankara è quello di “eliminare” le SDF.

Le Forze Democratiche Siriane sono un’alleanza di milizie curde, arabe e assiro-siriache costituitasi formalmente nell’ottobre 2015, durante la guerra civile siriana come forze armate dell’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est.

Nel frattempo l’HTS vuole (come il deposto Assad) uno stato siriano unificato senza regioni federali, una richiesta implicita alle SDF di disarmarsi e cessare di esistere come organizzazione autonoma, in linea con le richieste turche.

Il potenziale assalto della Turchia rappresenta minaccia esistenziale per l’organizzazione ed è improbabile che accetti il dictat di Ankara poiché verrebbe disarmata sciogliendo le proprie forze di sicurezza,

Elementi di queste forze verrebbero reintegrati nell’esercito siriano insieme ad altri gruppi di miliziani, alcuni dei quali hanno lavorato in passato per eliminare e deportare le comunità curde.

Pertanto I leader curdi resisteranno quasi certamente a un simile passo, data la loro precedente esperienza con gli abusi sui civili curdi nella Siria settentrionale da parte delle stesse forze islamiste con cui oggi dovrebbero integrarsi. Lo sforzo coercitivo della Turchia e di HTS nella Siria nord-orientale rischia di causare molestie e violenze motivate etnicamente contro i curdi, se non una vera e propria pulizia etnica.

Già in passato gli islamisti (attualipadroni della Siria) sostenuti dalla Turchia, hanno commesso atrocità contro la popolazione curda. Ankara probabilmente mira a una soluzione negoziata anziché a un assalto su vasta scala politicamente e militarmente costoso da parte di forze turche o sostenute dalla Turchia.

Insomma, la resistenza curda decisiva per la sconfitta dell’ISIS ( della quale HTS è una costola) fa ancora paura in un Paese non ancora stabilizzato e dove la Turchia vuole assumere il “generoso” ruolo di “padre pacificatore”.

 

A Damasco, nel frattempo, non è chiaro se la visione del leader islamista Ahmad al Shara (alias Abu Mohammad al Jolani) di nominare un comitato di esperti legali per scrivere la costituzione siriana, includerà una rappresentanza multi-settaria e religiosa in    quel mosaico di etnie e fedi che è la Siria.

 

Shara che si è impegnato a “rispettare tutte le sette” per un “dialogo nazionale”, ma non è chiaro se questo dialogo comporterà la discussione di questioni costituzionali, mentre le minoranze siriane non sono ancora state incluse nel suo Governo.

 

Anzi la prima mossa Quello che ha fatto Shara e il suo, è stata quella di nominare i suoi fedelissimi come governatori in diverse province e ministri nel governo di transizione, ma la popolazione eterogenea della Siria potrebbe non gradire una costituzione scritta solo dagli islamisti dell’HTS.

 

Il leader spirituale dei Drusi il 18 dicembre ha lanciato invece un appello al popolo siriano per convocare una convenzione costituzionale con rappresentanti di tutte le province per eleggere comitati costituzionali di lavoro.

 

Tuttavia la vision di un “sistema decentralizzato” è in diretto conflitto con le precedenti richieste di HTS per una Siria unificata sotto un governo centrale e il rifiuto di entità federali.

 

Infine residenti di Tartus il 18 dicembre hanno manifestato di fronte al quartier generale della polizia per protestare contro la lenta risposta del governo ad interim ai furti e ai crimini violenti nella zona.

Questa è la prima protesta documentata contro il nuovo governo dalla caduta del regime di Assad.

 

GiElle

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