Economia e Lavoro

Snam: Osservatorio Polaris, in II trimestre fonti fossili coprono 71% fabbisogno energetico

Nel secondo trimestre dell’anno, periodo in cui la domanda di energia primaria totale del Paese si riduce fisiologicamente per effetto del venir meno dei consumi da riscaldamento, le fonti fossili continuano a rappresentare la componente prevalente del mix energetico, coprendo complessivamente il 71% del fabbisogno. Le fonti rinnovabili consolidano invece il proprio contributo (23%), sostenute anche dal crescente apporto di solare ed eolico, mentre permane la prevalenza di prodotti derivati dal petrolio come fonte chiave nel settore dei trasporti. In questo contesto, il gas naturale si conferma una componente centrale del sistema energetico nazionale, rappresentando il 30% della domanda di energia primaria. Lo si sottolinea nel primo numero di Polaris, il nuovo osservatorio di Snam su dati, analisi e trend del sistema energetico italiano. Il confronto con lo stesso mese dell’anno scorso, si sottolinea inoltre nella pubblicazione dell’osservatorio, evidenzia l’incidenza prevalente del settore termoelettrico, cresciuto addirittura dell’11% (+0,2 miliardi di metri cubi). L’ondata di calore di fine mese e il concomitante calo della produzione idroelettrica, dunque, hanno reso evidente come anche d’estate l’integrazione energetica tra le fonti sia essenziale per la stabilità del sistema. Pressoché costante, nel periodo, il settore residenziale e terziario, che sale di 10 milioni di metri cubi, cioè del 4%. Il settore industriale risulta in lieve calo (-47 mlioni di metri cubi; -5%) rispetto al 2025.  Nel periodo gennaio-giugno aumenta inoltre il gas immesso in rete (+0,1 miliardi di metri cubi; +0,5%). A trainare è la crescita dell’import di GNL di 0,5 miliardi di metri cubi (+5%), grazie anche al contributo della nuova FSRU di Ravenna (entrata in esercizio a maggio 2025). La crisi di Hormuz ha inciso solo sul mese di giugno, con volumi di GNL in flessione di 0,6 miliardi di metri cubi (-11%). Diminuiscono le importazioni via gasdotto, sia nel semestre (-2%; -0,4 miliardi di metri cubi), sia a giugno, mese in cui il calo da Passo Gries (-0,2 miliardi di metri cubi; -23%) è stato compensato solo parzialmente dall’aumento dell’import da Tarvisio (+0,1 miliardi di metri cubi).  Nessun problema, però, si sottolinea, rispetto all’aumento della domanda, soddisfatta grazie a minori iniezioni nei siti di stoccaggio. E anche gli stessi depositi, a loro volta, hanno chiuso il semestre in sicurezza, attestandosi al 67% del loro livello di riempimento, solo 4 punti percentuali in meno rispetto al 2025. Ogni numero di Polaris presenterà i principali indicatori del sistema gas italiano: la domanda complessiva e per settore, il peso del gas nel mix della generazione elettrica, le percentuali di importazione per punto di entrata e il contributo degli stoccaggi. Il report sarà pubblicato su base mensile, il 25 di ogni mese, con i dati relativi al mese precedente. Quattro volte l’anno – a gennaio, aprile, luglio e ottobre – un approfondimento trimestrale analizzerà nel dettaglio una dinamica particolarmente significativa per il periodo.

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