Politica

Sondaggio Dire-Tecnè: in un anno crescono Fdi e M5S, calano i consensi del Pd

 

In un anno il consenso di Fratelli d’Italia e del M5S è aumentato, quello del Pd calato, stabile Forza Italia. È quanto emerge dal sondaggio Dire-Tecnè, con interviste effettuate tra il 24 e il 25 settembre. Rispetto a dodici mesi fa FdI è al 30,1% (+0,8), Forza Italia stabile all’11, la Lega dall’8,5 (+0,3). Sul fronte del centrosinistra il M5S guadagna l’1,9% che porta il partito di Giuseppe Conte al 12,6%. Perde invece 2,4 punti il Pd che scende al 21,4%. Avs cala dello -0,2% al 6,4, mentre il partito di Matteo Renzi è all’1,8% (-0,1). Azione sale dello 0,5 arrivando al 3,4%, Più Europa all’1,5% (-0,1).

IN UN ANNO SALGONO MELONI, TAJANI E CONTE

Sale in un anno il gradimento di Giorgia Meloni tra i leader politici, come quello per Antonio Tajani e
sul fronte dell’opposizione di Giuseppe Conte. La premier in dodici mesi passa dal 43,4% di settembre 2024 al 45,6% di oggi (+2,2%).

Bene anche Antonio Tajani che sale al 39% (+2,2%), segno positivo per Giuseppe Conte che raggiunge il 31,5% (+1,7). In calo la segretaria del Pd, Elly Schlein che scende al 29,2% (-1,8). Rispetto a un anno fa migliora anche Matteo Salvini al 26,9% (+0,8%). Seguono Carlo Calenda al 20,7% (+0,9), Angelo Bonelli al 16,1 (-0,6%), Nicola Fratoianni al 15,7% (-0,8), Riccardo Magi al 14,8%, chiude Matteo Renzi al 13,8% (-0,4%).

FIDUCIA GOVERNO AL 42,5%, +2,9 IN UN ANNO

Sale la fiducia nel governo Meloni. Il 42,5% degli intervistati esprime fiducia nel governo guidato da Giorgia Meloni. Rispetto a un anno fa si registra +2.9. Non ha fiducia il 49,7% (-3,2 rispetto a settembre 2024). Non sanno il 7,68 (+0,2%).

IN TOSCANA GIANI AVANTI CON IL 56%

Eugenio Giani davanti ad Alessandro Tomasi nella corsa alla guida della regione Toscana. Il 56% degli intervistati indica l’uscente di centrosinistra, il 42% lo sfidante del centrodestra. Il 2% indica Antonella Bundu. Gli indecisi sono il 15%. La stima dei votanti oscilla tra il 54 e il 58%.

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Calenda: “Con Meloni Premier rischio serie C in Europa. Impreparata per questa carica. Per la sinistra ci sarà una sconfitta clamorosa” “Giorgia Meloni premier ha un grande problema: intanto una mancanza di esperienza molto significativa che la porterebbe ad essere impreparata per questa carica. La seconda: non penso sia fascista, ma non ha detto mai una parola definitiva su questo. Attenta Giorgia, perchè i Primi ministri francese e tedesco, se tu non sei chiara su questo punto, non ti stringono neanche la mano. Rischiamo di andare a finire nella serie C dell’Europa dalla serie A e questo sarebbe gravissimo”. Lo ha affermato Carlo Calenda, ospite di ‘Morning news’ su Canale 5. “Non vogliamo fare promesse ma cose realizzabili. Presenterò un programma che non è di destra o di sinistra, ma di buon senso”, ha aggiunto. “Con Renzi ci incontreremo per discuterne, perché un accordo tra di noi non è né scontato né banale. Con Renzi ci sono rapporti deteriorati nel tempo, ci unisce una consonanza programmatica e ci dividono alcune scelte. Non avrei mai fatto un accordo di governo con i 5S”. Quando ho firmato il patto con Letta, che continuo a stimare, ho difeso a spada tratta la scelta anche davanti alla rivolta di una parte del mio mondo. Ho avuto 1500 tessere di Azione restituite in giorno”. Ora sono tornati “quasi tutti, ma la tessera gliel’ho fatta pagare di nuovo”. Ed ancora su Forza Italia: “Posso mandare Forza Italia sotto il 3%. Senza offesa per nessuno, la parte sana di Forza Italia è con me”. Tornando al Patto con Renzi, ed alla rottura con il Pd Calenda ha spiegato le sue intenzioni e le sue scelte in una lunga intervista al quotidiano la Repubblica in cui torna a parlare della rottura dell’alleanza con i dem “figlio di un negoziato durissimo e un compromesso” tanto che “si erano create due ali della coalizione, una delle quali contraria a tutto quello che dice l’altra” e poi parla del possibile accordo con Italia Viva annunciando “ci incontreremo per discuterne”. Così in un’intervista a Repubblica, il leader di Azione, Carlo Calenda parlando delle elezioni e delle alleanze. “Il problema del Pd è sempre lo stesso – sottolinea -, siccome non si sente in grado di rappresentare tutta la sinistra, mette dentro chiunque. Temevano che Fratoianni e Bonelli andassero con Conte. A fare cosa, Melénchon con la pochette? È finita a bordello e per la sinistra sarà una sconfitta clamorosa”. È certo che non avrà bisogno di raccogliere le firme per presentarsi “In ogni caso non ho problemi a farlo” e non ha paura che con la sua scelta di rompere con i dem favorisca la destra: “Non è detto che Meloni vinca. Prenderò molti voti in uscita dal centrodestra, ci sarà una grande onda di consenso come è accaduto a Roma – evidenzia -. Se vado bene toglierò tantissimi consensi alla destra nel proporzionale e questo compenserà il risultato dei collegi, anzi il saldo per loro sarà negativo. Posso mandare Forza Italia sotto il 3%”. Calenda è pronto a discutere con Renzi per un’alleanza, ma precisa: “Un accordo tra di noi non è né scontato né banale – commenta -. Con Renzi ci sono rapporti deteriorati nel tempo, ci unisce una consonanza programmatica e ci dividono alcune scelte”.

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