La salute del Papa è stabile e quindi d’ora in poi le comunicazioni sulla sua situazione clinica si diraderanno. A partire dal bollettino che, non è stato diffuso. Un fatto, questo, “positivo” perchè certifica “la stabilità” del quadro clinico del pontefice ad un mese dal suo ricovero. A renderlo noto la Sala stampa della Santa sede che ha anche fatto sapere che gli stessi bollettini saranno diradati e non più diffusi ogni due giorni e non ci saranno neppure comunicazioni mattutine su come il Papa ha passato la notte nella sua stanza dell’Ospedale Gemelli, in cui è ricoverato dal 14 febbraio scorso.
Una situazione, anche questa informativa, che viene interpretata in Vaticano come “positiva” perchè racconta un quadro clinico che sembra ormai avviato alla stabilizzazione anche se, sui tempi di dimissione del Pontefice non si fanno date e “la sua uscita non è ancora in programma”. “Si tratta certamente, comunque, di tempi lunghi vista anche la risposta che deve dare una persona di 88 anni”, si fa notare. “La situazione è stabile e non ci sono novità eclatanti da comunicare, quindi non c’è per oggi un bollettino medico”. Lo ha dichiara Matteo Bruni, direttore della Sala stampa della Santa Sede, aggiornando i giornalisti sulle condizioni di Papa Francesco. “Per quanto riguarda la giornata del Papa – ha aggiunto – rimane valido quanto descritto stamattina, a cui si aggiunge che ha continuato la preghiera nel corso della giornata e la fisioterapia respiratoria e motoria anche nel pomeriggio”. Bruni ha spiegato che “presumibilmente domani avremo un bollettino medico la sera e poi è probabile che si diraderanno nel tempo, vista anche la stabilità e vista anche la situazione”. “Il recupero è lento – ha precisato –: ci vorrà del tempo perché il Papa possa recuperare”. Il portavoce vaticano ha inoltre confermato la telefonata tra il segretario di Stato, card. Pietro Parolin, e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Hanno parlato della salute del Papa, della situazione della guerra, della possibilità di una tregua e chiaramente del lavoro che sta portando avanti la Santa Sede”. Nella giornata di venerdì il segretario di Stato ha celebrato una Messa per la salute del Pontefice nella Cappella Paolina alla presenza degli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede. Da una loro richiesta l’idea della celebrazione, durante la quale è stato ricordato il dodicesimo anniversario di pontificato di Francesco: “Preghiamo per lui anche personalmente”. Dal cardinale l’invito alla carità verso il prossimo e a “disarmare il linguaggio”, non usando parole offensive perché “lì inizia la guerra”.
