Esteri

Stato di massima allerta in Israele dopo l‘attacco terrorista a Tel Aviv

Le forze di sicurezza israeliane restano in “massima allerta” a Tel Aviv e nelle altre città del Paese per il rischio di altri attentati. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Naftali Bennett, all’indomani dell’attacco a Tel Aviv costato la vita ad almeno due persone. L’ attacco terroristico ha colpito nel cuore di Tel Aviv. La polizia, dopo l’attacco, ha invitato gli abitanti della città a mettersi al riparo. Si tratta del quarto attacco in poco più di  14 giorni nel Paese, mentre è in corso il Ramadan e ci si  prepara alla Pasqua ebraica, Pesach. due i terroristi che hanno compiuto l’attacco in tre posti diversi nei pressi di via Dizengoff a Tel Aviv. Lo ha detto il portavoce della polizia, Eli Levi, aggiungendo che l’evento è ancora in corso e per questo ha invitato la popolazione a mettersi al riparo e a non disturbare le forze di soccorso. La polizia sta ancora setacciando la zona. Il premier Naftali Bennett è in questo momento al ministero della difesa a Tel Aviv e sta seguendo gli sviluppi. La scorsa settimana, un palestinese in Cisgiordania aveva aperto  il fuoco sulla folla nella città ebraica ultra-ortodossa di  Bnei Brak, vicino a Tel Aviv, uccidendo cinque persone, tra cui  due ucraini e un poliziotto arabo israeliano.  Pochi giorni prima, due agenti di polizia, tra cui un giovane  franco-israeliano, erano stati uccisi ad Hadera in una sparatoria rivendicata dall’Isis. Il 22 marzo, a Beersheva,  città nel deserto del Negev meridionale, quattro israeliani  hanno perso la vita in un attacco perpetrato da un insegnante  condannato nel 2016 a quattro anni di carcere per aver  pianificato di recarsi in Siria per combattere per Isis. I movimenti islamisti palestinesi di Hamas e della Jihad islamica avevano subito elogiato l’attacco. Sulla scia di questi attentati, l’esercito israeliano, la polizia e i servizi di sicurezza interna hanno arrestato dozzine di persone sospettate di avere legami con l’Isis in Israele e hanno intensificato le operazioni in Cisgiordania in particolare a Jenin, dove proveniva l’aggressore dell’attacco Bnei Brak. Almeno tre membri della Jihad islamica, il secondo movimento islamistaarmato palestinese dopo Hamas, sono stati uccisi la scorsa settimana durante uno scontro a fuoco in relazione a queste operazioni a Jenin.

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