Primo piano

Stefano Balassone, Presidente Articolo Quinto (www.art5.it)

 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 aprile 2024, il Regolamento Europeo per la libertà dei media detto EMFA (European Media Freedom Act) intende istituire “un quadro comune per i servizi media nell’ambito del mercato interno” affinché le imprese della Unione crescano di scala e fronteggino la concorrenza americana.

L’Atto è immediatamente esecutivo perché approvato da Commissione, Governi e Parlamento Europeo. Non è pertanto una direttiva o raccomandazione che resta chiacchiera finché il singolo Stato non l’accoglie.

La pietra angolare del Regolamento sta nell’imporre garanzie di trasparenzaalla filiera editoriale grazie:

  • alla certezza delle proprietà private (comprovate ed annotate in apposito Registro) anche a guardia dei possibili conflitti d’interesse e del formarsi di monopoli;
  • all’indipendenza dei Servizi Pubblici Mediali cui si impone, pena la dallo stesso potere politico che li istituisce e li finanzia scomparsa, l’indipendenza in quanto indipendenti sottratti alle spartizioni più o meno consociative dei partiti affinché siano indipendenti e dunque imprese fra le imprese.

In sostanza la pressione americana ha spinto gli europei a puntare sullo sviluppo, in primo luogo qualitativo per ottenere quello anche la quantità, e a mettere in discussione il tran tran autodistruttivo delle astuzie private e delle pubbliche lottizzazioni.

L’associazione Articolo Quinto (www.art5.it)

L’associazione Articolo Quinto nasce il 18 aprile 2024 con l’unico scopo promuovere l’attuazione dell’articolo 5 cogliendo l’irripetibile occasione di estirpare la lottizzazione in RAI, proprio laddove è più conclamata ed evidente. Non si contano i convegni di anime elette che nei decenni hanno vagheggiato quest’identico obiettivo. Ma la durezza della pratica politica se n’è sempre fatte beffe. Ora invece quella specifica utopia è imposta dalla legge per cui, a partire dall’8 agosto del 2025, il Servizio Pubblico dovrà risultare in condizioni di “indipendenza in senso funzionale ed editoriale” oppure smettere di esistere perché da lottizzato sarebbe strumento di distorsione illegittimamente sovvenzionata del mercato.

Esattamente com’è stato il destino della Rai, pietra angolare di equilibri consociativi pubblico-privati. Certo la prossimità della scadenza rende lunari le baruffe per il rinnovo del CdA Rai. È vero che l’indipendenza è un obbligo solo fra tredici mesi, ma che ne sarà allora dei lottizzati che ultimi stanno per essere intronati? La domanda si pone da se sola, ma Articolo Quinto lascia a Governo e Parlamento l’imbarazzo di aggeggiare una risposta perché per scopo guarda avanti e cioè all’attuazione della indipendenza RAI entro la data stabilita.

L’Associazione Articolo Quinto è apartitica, ma niente affatto antipolitica. Esclude i parlamentari dall’iscrizione non in odio alla funzione, ma perché li assume come controparti tenute a un compito certo non facile, per esse, da svolgere.

Perché se è vero che il Regolamento impone l’uscita dei partiti dalla Rai, insieme con nuove governance, missione e basi finanziarie, è anche ragionevole supporre che per il mondo politico lo sforzo sia notevole, forse terribile. Infatti la lottizzazione, non solo della Rai, è il fine e la base materiale di molto fervore politico ceco, ma attentissimo alle cose. Ecco perché ci sembra essenziale un poderoso sforzo di presenza della cittadinanza per dire che che stavolta non si scherza, che l’occasione è grande e non va buttata, che una politica incapace di un gesto “costituente” (anche quando ogni pianeta legale s’è allineato) si condanna da sé stessa.

A scanso di tristi eventi l’Associazione, forte di alcune tra le migliori competenze in campo autoriale, di management, giuridiche, filosofiche e di economia dei media, inseguirà partiti, Governo e Parlamento con una catena di Convegni e Conferenze in tutta Italia, raccontando quel che pensa ed ascoltando e valorizzando chi ha da dire.

Fermo restando che se per avventura le forze politiche non riuscissero a venire a capo di se stesse e ad agosto 2025 la situazione fosse tale e quale, la stessa associazione utilizzerà il tesoretto che va accumulando quota dopo quota di iscrizione (€100), per attivare la Giustizia Amministrativa e Civile e inseguire i legislatori e i Governi renitenti in tutte le competenti corti nazionali ed Europee.

 

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