La presentazione istituzionale della nuova Lancia Gamma, svoltasi i presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di rinnovamento produttivo dello stabilimento Stellantis di Melfi (Nella foto). Lo comunica la Fim-Cisl, sottolineando che la nuova Lancia Gamma, prodotta a Melfi sulla piattaforma STLA Medium nelle versioni ibrida e 100% elettrica, segna il ritorno del marchio Lancia nello stabilimento lucano e si aggiunge ai nuovi modelli assegnati al sito.
“La nuova Lancia rappresenta un investimento importante per Melfi e per il sistema industriale italiano dell’automotive. In una fase ancora molto complessa per il mercato europeo dell’auto, è fondamentale che i nuovi prodotti e gli investimenti programmati da Stellantis si traducano rapidamente in volumi produttivi, occupazione e maggiore utilizzo degli impianti”, dichiara Ferdinando Uliano, Segretario Generale Fim-Cisl. “La transizione dell’automotive deve essere accompagnata da una politica industriale europea e nazionale capace di sostenere la domanda, gli investimenti e l’intera filiera. La presenza di motorizzazioni ibride ed elettriche rappresenta un elemento importante per rispondere alle diverse esigenze del mercato e accompagnare la transizione tecnologica senza mettere a rischio capacità produttiva e occupazione”.
Per Gerardo Evangelista, Segretario Generale Fim Cisl Basilicata, “vedere oggi la nuova Lancia Gamma è certamente motivo di soddisfazione. Il ritorno del marchio Lancia a Melfi rappresenta un riconoscimento delle competenze, della qualità e della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del polo industriale lucano”. Allo stesso tempo “dobbiamo mantenere grande prudenza. Il mercato dell’auto continua ad attraversare una fase difficile e la salita produttiva dei nuovi modelli a Melfi è ancora in corso. La vera sfida è trasformare i nuovi modelli in volumi, maggiore continuità produttiva e lavoro, riducendo progressivamente il ricorso agli ammortizzatori sociali”. La nuova Lancia Gamma, sottolinea la Fim Cisl, si inserisce nel percorso di rinnovamento dello stabilimento insieme ai modelli già avviati. Successivamente Melfi si preparerà anche all’arrivo del nuovo SUV Alfa Romeo, le cui pre-serie sono previste nel corso del 2027, mentre l’avvio della produzione è programmato per il 2028. Sarà fondamentale completare la salita produttiva dei modelli già assegnati e, allo stesso tempo, preparare nelle migliori condizioni i prossimi programmi previsti per il sito lucano.
“Per noi resta centrale anche il futuro dell’indotto di Melfi. La filiera costruita intorno allo stabilimento ha rappresentato negli ultimi trent’anni un patrimonio industriale e professionale che deve essere salvaguardato e rilanciato. Le aziende dell’indotto devono poter partecipare concretamente alla nuova fase produttiva legata ai modelli assegnati a Melfi”, sottolinea Evangelista. “La Lancia Gamma è un’altra importante opportunità, ma saranno i volumi e il mercato a determinarne gli effetti concreti sull’occupazione. Il nostro obiettivo resta riportare progressivamente Melfi verso una maggiore saturazione degli impianti e dare prospettive certe alle migliaia di lavoratrici e lavoratori dello stabilimento e dell’indotto”, concludono Uliano ed Evangelista.
Fiom, bene lancio nuova Lancia Gamma ma non risolve crisi Melfi
“Il lancio della nuova Lancia Gamma pur essendo una novità importante per lo stabilimento di Melfi non risolve certamente la grave crisi che ancora investe lo stabilimento e che interessa tutto il settore automotive nel nostro Paese. Fondamentale sarà capire come la nuova produzione impatterà sulla componentistica locale che da anni vive una profonda crisi. Crisi, che è determinata dai bassi volumi, e che certamente non troverà soluzione con il solo lancio di modelli medio alti”. Lo dichiarano in una nota congiunta Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil.
“Da anni chiediamo che per il nostro Paese siano previste produzioni mass market in aggiunta alle attuali, come nel caso di Mirafiori, dove è ovvio oramai che la sola 500 non basta a garantire le 100.000 vetture annunciate o anche Pomigliano dove bisognerà aspettare il 2028 per l’avvio delle nuove e-car. Solo la produzione di auto e veicoli di massa possano garantire volumi tali da permettere il rientro di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori dagli ammortizzatori sociali che perdurano da anni”, aggiungono i sindacalisti.
“Riteniamo inoltre che per il Governo sia giunto il momento di smetterla di cercare nemici e cause oltre i confini nazionali e impiegare le proprie energie, e risorse, principalmente a mettere in campo iniziative che abbiano come obbiettivo quel famoso milione di veicoli più volte annunciato dal Ministro Urso. Ricordiamo infatti che l’attuale Governo ha deciso di tagliare il fondo automotive (che era di 8 miliardi di euro) per poi ricostituirlo con una misera dotazione di 1,6 miliardi dal 2026 al 2030”, concludono Lodi e D’Alessio.
RED
