Esteri

Strage in Germania al mercatino di Natale. Il bilancio sale: i morti sono 5 e i feriti oltre 200.

 

 

 

Continua ad aggravarsi il bilancio dell’attentato di venerdì sera al mercatino di Natale di Magdeburgo in Germania, dove un uomo si è lanciato con l’auto contro la folla. Secondo il premier del land di Sassonia-Anhalt, i morti sono saliti a cinque (tra questi c’è un bambino), mentre i feriti sono oltre 200, di cui 41 in gravi condizioni, riferisce la stampa locale. Secondo le informazioni divulgate dal presidente della Regione Sassonia-Anhalt, si tratta di un saudita di circa 50 anni di nome Taleb Al Abdulmohsen. Il presunto attentatore avrebbe una storia addirittura anti-Ilam. “Sono il critico più aggressivo dell’Islam nella storia. Se non mi credete, chiedete agli arabi”. E’ un passaggio di un’intervista che il presunto autore dell’attacco al mercatino di Brandeburgo, che il 50enne rilasciò alla Faz nel giugno 2019, ripubblicata in queste ore dal quotidiano tedesco.

Arrivato nel 2006 in Germania dall’Arabia Saudita durante la formazione specialistica, il medico aveva chiesto asilo ed era già noto come anti-islamico che aiutava i rifugiati che volevano fuggire dal proprio Paese d’origine e lasciare l’Islam.

Medico psichiatra, Abdulmohsen era attivo nell’assistenza ai rifugiati, ma da ateo e con un’ideologia anti-Islam, tanto da essere un sostenitore del partito di estrema destra tedesco AfD. Questi i dettegli che emergono sulla sua personalità dell’uomo, di cui circola la foto di un passaporto saudita scaduto nel 2012.

Abdulmohsen appare molto attivo anche sui social: ha fondato e gestito il sito wearesaudis.net il cui scopo – spiegò lui stesso alla Bbc sempre nel 2019 – è quello di aiutare i rifugiati a ottenere asilo, in particolare ex musulmani che temono persecuzioni nel loro Paese.

In home page ora campeggia la scritta in arabo e inglese: “Mio consiglio: non chiedere asilo in Germania”. In altre interviste accusò la Germania di accogliere islamisti e rifiutare l’asilo ai rifugiati anti-islamici. Alcuni osservatori suggeriscono che a Magdeburgo abbia agito per far ricadere la colpa – e quindi sollevare lo sdegno dei tedeschi prossimi alle elezioni – sui musulmani.

L’uomo, 50 anni, sarebbe inoltre ricercato in Arabia Saudita con diverse accuse tra cui terrorismo e traffico di ragazze minorenni, ma la Germania ne avrebbe rifiutato l’estradizione.

Arrivato in Germania nel 2006. Avrebbe agito da solo, come lupo solitario. Fonti saudite hanno detto a Reuters che Riad aveva avvertito le autorità tedesche sulla pericolosità dell’autore dell’attentato. L’uomo ha pubblicato e ripostato dichiarazioni estremiste sul suo account X accusando la Germania di voler islamizzare l’Europa. l’uomo avrebbe noleggiato il veicolo usato per la strage poco prima dell’attacco. Sul sedile del passeggero sarebbe stato ritrovato un bagaglio. Un video mostra il suv nero che si ferma e l’uomo alla guida che esce dal veicolo, alza le mani e si sdraia per terra, circondato dagli agenti che gli puntano addosso le armi. Secondo fonti citate dall’emittente Mdr, l’attentatore non era ancora noto alle autorità tedesche come islamista. Stando alla Bild, ha lavorato come medico in una struttura privata di Magdeburgo. Secondo quanto riportato da Der Spiegel, il sospetto apparentemente era un fan di Elon Musk, di un cospirazionista Usa come Alex Jones e dell’attivista di destra britannico Tommy Robinson. Il quotidinao tedesco riporta un post su X del presunto attentatore: “Se ascolti qualcuno come Tommy Robinson o anche Elon Musk… Se senti qualcosa sull’islamizzazione, penserai: ‘Loro due sono teorici della cospirazione’. Ma posso dire per esperienza che tutto ciò che dice Robinson, Musk, Alex Jones, o chiunque sia descritto dai media tradizionali come un radicale o estremista di destra, sta dicendo la verità”. L’uomo sosteneva di non essere di destra, descrivendosi di sinistra, ha aggiunto Der Spiegel.

I video dell’accaduto mostrano il panico e il fuggi fuggi che ha fatto seguito all’irruzione dell’auto, una Bmw scura affittata poco prima, tra gli stand. Panico, urla, ambulanze. Il mercatino dell’Alter Markt si è trasformato in un film dell’orrore. “Sembra una guerra”, hanno raccontato dei testimoni. Un déjà vu, appunto, che riporta alla memoria l’attentato al mercatino di Natale di Berlino otto anni fa, quando un tir travolse la folla il 19 dicembre, al termine di un anno in cui la Germania fu funestata dagli attacchi di matrice islamica. Erano gli anni in cui il terrore dell’Isis si riversò in Europa, seminando morti e paura al Bataclan, a Nizza, a Wurzburg, a Monaco di Baviera.
“I fatti di Magdeburgo lasciano presagire al peggio”, ha ammesso anche il cancelliere Olaf Scholz esprimendo il cordoglio del governo ai familiari delle vittime e ringraziando i soccorsi. “Stiamo seguendo e dalle immagini che ci sono, sembra un attentato”, ha affermato pochi minuti dopo la tragedia il ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre fonti della Farnesina hanno fatto sapere che dalle prime verifiche non ci dovrebbero essere italiani tra le vittime, anche se le verifiche sui connazionali proseguono.

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