“Aggiungiamo la nostra voce di parlamentari a quella della Presidente dell’Associazione familiari delle vittime di Ustica Daria Bonfietti, per sostenere le richieste formulate dalla stessa al Governo. La prima, è quella di sostenere in giudizio, presso il Tribunale di Roma e attraverso l’Avvocatura dello Stato, di non archiviare il procedimento e proseguire le indagini, proprio nell’interesse del Paese”. E’ quanto si legge nella lettera inviata dai parlamentari Andrea De Maria e Wlater Verini (PD), Marco Pellegrini (5 Stelle), Ilaria Cucchi (Avs), Ivan Scalfarotto (IV) e Marco Lombardo (Azione) alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Come lei saprà, la Procura di Roma è arrivata alla conclusione di richiedere l’archiviazione, che riteniamo inaccettabile – si legge ancora – Il motivo risiede proprio nelle motivazioni addotte dalla Procura per sostenere la richiesta e ricordate da Daria Bonfietti : non è possibile ottenere la collaborazione di Stati e Governi alleati – Francia in primis – per le rogatorie tese a individuare i responsabili della operazione aerea francese e americana che si svolse quella sera sul cielo di Ustica, con velivoli collegati alla base di Grazzanise e seguiti dalle centrali operative NATO . È inoltre documentata la presenza della portaerei francese Foch nelle acque di Napoli. Siamo di fronte a una vera e propria azione di guerra, in violazione della sovranità nazionale, che ha coinvolto il DC9 Itavia che da Bologna portava a Palermo ottantuno persone, tutte precipitate con l’aereo e morte in mare. Va aggiunto, Presidente, che questa inchiesta della magistratura si avviò nel 2008, in seguito a dichiarazioni del Presidente Emerito Cossiga che individuò in un aereo francese il responsabile dell’abbattimento del Dc 9”. “La seconda richiesta è collegata alla precedente. Lei – aggiungono i parlamentari di opposizione – tra qualche giorno, avrà un importante vertice bilaterale con il Presidente francese Macron e le chiediamo di farsi interprete di quanto chiesto dall’ Associazione : mettere a disposizione della Magistratura italiana quanto in possesso dello Stato francese per accertare la verità sulla strage di Ustica del 27 giugno 1980. Se lo meritano i familiari delle vittime, se lo merita il Paese. Va detto inoltre Presidente Meloni, che questa battaglia dura da decenni, grazie a Daria Bonfietti e all’ Associazione, grazie al contributo del giornalismo d’inchiesta a partire da quello di Andrea Purgatori che per primo squarciò il “muro di gomma”, grazie alle istituzioni regionali e locali, grazie a tanti soggetti, personalità e associazioni come Ordine dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Libera, Articolo 21. Va ricordato infine, Presidente, che dopo i primi, fondamentali passi avviati in questa direzione nel 1997 dal Presidente Prodi e dal Vicepresidente Veltroni ( passi che tuttavia poterono giungere solo fino a un certo punto con l’acquisizione dei tracciati NATO) anche successivi Governi, Presidenti e Ministri si adoperarono non riuscendo però ad ottenere risultati decisivi con i rappresentanti dei Governi alleati. Ora può esserci una nuova occasione, fondamentale per ottenere verità e giustizia sulla strage di Ustica”, concludono.
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