Covid

Studio americano: “L’Incubazione di Omicron dura solo tre giorni”

L’incubazione della variante Omicron del Covid-19 sarebbe di soli tre giorni, quindi molto più beve rispetto alle varianti precedenti. E’ quanto emerge da uno studio effettuato su un piccolo focolaio sviluppatosi in Nebraska e divulgato sul bollettino settimanale dei Centri di Controllo statunitensi, che ricordano che l’incubazione della variante Delta dura circa 4 giorni, mentre quella del virus originario Sars-Cov-2 dura oltre cinque giorni. Gli elementi più recenti sono legati alla durata dell’incubazione  Omicron e sono contenuti in uno studio pubblicato dai Cdc (Centers for Disease Control and Prevention). Potrebbero essere necessari solo 3 giorni prima che le persone mostrino i segni dell’infezione, diventino contagiose e risultino positive, secondo quanto emerge dal periodo di incubazione mediano osservato in un cluster formato da una famiglia di 6 persone. Sono trascorse circa 72 ore tra la prima possibile esposizione del caso 1 – un uomo di 48 anni non vaccinato, rientrato da una conferenza in Nigeria – al e l’insorgenza dei sintomi. Considerando che il periodo di incubazione mediano del coronavirus originario è stato descritto come uguale o superiore a 5 giorni e risulta più vicino a 4 giorni per la variante Delta, i tempi di Omicron appaiono quindi accelerati rispetto alle altre mutazioni. L’indagine condotta dagli autori del lavoro scientifico in questione ha evidenziato tra l’altro un paziente che si è reinfettato anche dopo vaccinazione completa, 4 pazienti che si sono reinfettati e uno al primo contagio. L’osservazione del cluster al centro dello studio ha evidenziato una sindrome clinica simile o più lieve rispetto a quella associata a precedenti varianti. I dati e l’osservazione dei pazienti, praticamente in tutto il mondo, hanno permesso di approfondire e arricchire progressivamente le conoscenze. Le prime indicazioni sono arrivate dal Sudafrica e in maniera più massiccia dalla Gran Bretagna. I sintomi più comuni riportati e archiviati dall’app ZOE COVID, che si è trasformata in un prezioso archivio Oltremanica, sono stati naso che cola, mal di testa, stanchezza con dolori muscolari, starnuti e mal di gola. Vengono segnalati casi di nausea e diarrea. Rispetto alla versione ‘tradizionale’ del covid, associato in particolare alla variante Delta, appaiono meno frequenti le segnalazioni alla perdita di olfatto e gusto, sintomi ‘spia’ della malattia nelle precedenti ondate. I sintomi più lievi rischiano di essere confusi con sindromi da raffreddamento, quindi, molto comuni nei mesi invernali e decisamente diffusi tra i bambini. Il recupero dalle comuni malattie da raffreddamento avviene nel giro di 10 giorni, secondo i Centers for Disease control negli Stati Uniti. Le persone immunodepresse o affette da asma e patologie respiratorie, però, rischiano di arrivare a sviluppare malattie più serie, come la polmonite.

aggiornamento pandemia Covid del 30 dicembre ore 12.02

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