Esteri

Sudan, un altro rischio imminente di genocidio

di Giuliano Longo

Circa  8,8 milioni di persone sono state sfollate dall’inizio della guerra civile sudanese nell’aprile dello scorso anno, mentre le Forze di supporto rapido (RSF) e le Forze armate sudanesi (SAF) combattono per il controllo del paese. L’attuale guerra civile esplosa nell’aprile 2023 è solamente una delle numerose esplosioni di violenza che hanno sconvolto la storia del Sudan.

Infatti dalla sua indipendenza ottenuta ne 1956 si sono susseguiti 16 tentativi di colpo di dtato 6 dei quali hanno rovesciato il regime esistente.

Attualmente le  Forze di Supporto Rapido (RFS) stanno  cercando di prendereAl Fashir, la più grande città del Darfur, e l’ultima roccaforte dell’esercito sudanese nella regione.

La città è diventata il rifugioper le persone in fuga dai villaggi e dalle città vicine e la sua popolazione è aumentata con gli sfollati in condizioni terribili e disumane.

I combattimenti hanno di fatto tagliato fuori la città, mentre entrambe le parti hanno colpito le infrastrutture critiche della città, limitando gravemente l’accesso all’assistenza sanitaria, al cibo e a un riparo sicuro.

Il sito  aperto Bellingcat ha collaborato con i Fact Checkers sudanesi di Beam Reports per esaminare l’escalation del conflitto ad Al Fashir e comprenderne l’impatto sui civili.

Bellingcat ha utilizzato filmati e immagini open source, immagini satellitari e altri strumenti di telerilevamento per monitorare l’ultima escalation nei mesi di maggio e giugno.

Si ricorda che Il sottosegretario generale delle Nazioni Unite Alice Nderituha recentemente avvertito che la situazione in Sudan “porta tutti i segni del rischio di genocidio” .

Martedì scorso la Corte Penale internazionaleha chiesto informazioni  – compresi filmati e immagini – dal campo in Darfur e Al Fashir per analizzare presunti crimini di guerra.

Al Fashir è considerata una posizione militare strategica poiché è  vicina al confine sud-occidentale che porta al Ciad e all’altro statodel  Sud Sudan.

Le RSF riceve armi che transitano dalla Libia attraverso il Ciad. La città che collega anche con il nord del Paese ed è considerata l’unico ingresso per i convogli di aiuti umanitari provenienti da Port Sudan, sulla costa del Mar Rosso,

Attualmente le RFS controllano  tutte le altre principali città del Darfur e  Al Fashir è considerata l’ultima roccaforte dell’esercito sudanese.  .

Secondo l’ufficio ONU, UNOCHA, la maggior parte delle strade principali fuori città sono chiuse da  barriere alla circolazione e molte  non sono sicure a causa della presenza di attività militari e gruppi armati .

Una caratteristica fondamentale della battaglia per Al Fashir è stato l’uso di armi pesanti all’interno delle aree civili urbane. Mentre scontri già si registrano all’interno della città.

Il ministero della Sanità del Sudanha riferito che negli scontri avvenuti nel corso degli ultimidue giorni  sono morte 38 persone e ne sono state ferite 280.

L’analista politico sudanese Kholood Khairha detto a Bellingat che, sebbene le SAF stiano ricevendo armi tramite lanci aerei su Al Fashir, è improbabile che siano sufficienti a respingere le forze ben armate delle RSF e impedire loro di prendere la città.

“Ora– ha aggiunto-  penso che RSF sia diventata molto consapevole di venir percepita come una forza genocida, e quindi potrebbe mostrare una certa moderazione a questo riguardo, ma se continuano a operare [lontano dal] focus internazionale, allora probabilmente vedremo un aumento delle atrocità”.

Related posts

Guerra tra fazioni, le elezioni in Libia del 24 dicembre rischiano di saltare

Redazione Ore 12

La deriva di Trump: “A Minneapolis agitatori pagati, sovversivi e malati”

Redazione Ore 12

Iran: Lavrov sente Araghchi, sostegno a processo negoziale

Redazione Ore 12